La divinizzazione dell’uomo in sant’Agostino. Dalla rigenerazione all’amore di Dio

Michelangelo Longo 3 mesi fa
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Categoria: Saggio teologico
Autore: Don Giovanni Poggiali
Pagine: 384
Prezzo: € 18,32
Anno: 2017
Editore: D’Ettoris, Crotone
ISBN: 978-88-9328-017-4
Libreria San Giorgio

Avete mai fatto caso che gli sposi di lunga data (qualche decennio) si assomigliano nei modi, nelle idee, talvolta anche fisicamente, pur rimanendo due persone distinte? Ecco, per analogia, la deificazione è questo: solo che uno degli sposi si chiama Dio. Don Giovanni Poggiali, sacerdote della Fraternità san Filippo Neri, affronta la questione così come essa è presentata nel pensiero di sant’Agostino (454-430).

L’itinerario della deificazione può sorprendere, soprattutto nelle Chiese d’Occidente. Diventare come Dio, diventare “dèi” non sembra essere l’interpretazione corretta del messaggio evangelico. Eppure l’autore mostra come, in realtà, il tema appartenga ai Padri della Chiesa e al santo vescovo d’Ippona.

L’uomo è strutturalmente unito a Dio fin dalla sua creazione. Di Dio è stato creato a immagine e somiglianza. Con il peccato originale l’uomo ha però creduto di poter diventare “come Lui” da solo, determinando cosa sia bene e cosa sia il male, e dunque allontanandosi in maniera drammatica dal progetto originale di condivisione dell’amore trinitario. È il rischio della libertà che il Creatore  ha concesso.

Dio, l’innamorato per eccellenza, corre ai ripari e fa di tutto per “riconquistare” la propria amata, l’umanità.  Sant’Agostino, come i Padri della Chiesa, ha ben chiara la centralità dell’azione di Dio. L’uomo non può nulla, la salvezza è opera sua. All’uomo è solo chiesto un “sì”, il “sì” del battesimo, sacramento principe che rende nuovamente figli di Dio e potenzialmente partecipi della natura divina: il “sì” ai sacramenti, il “sì” ripetuto ogni volta che si partecipa alla santa Eucarestia e il “sì” che si ripete quando ci si volge al bene e non al male.

La deificazione è dunque il percorso di salvezza che genera l’unione progressiva a Dio, una sorta di spirale di amore: ci si unisce a Dio con intensità sempre maggiore come due innamorati che, al termine del proprio cammino, sono simili anche fisicamente tendendo alla glorificazione anche del corpo, al compimento della propri unicità.

Consigliato ai direttori spirituali e ai laici rinchiusi in una vita spirituale arida.

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