I poveri sono accanto a noi

Viviamo in una società sempre più disperata e sempre meno sazia. I poveri spesso sono tra i nostri amici e gli stessi familiari. Siamo noi che dobbiamo stare attenti, individuare i loro bisogni, non soltanto materiali ma spesso spirituali e obbedire ai suggerimenti che Dio ispira. Poveri “dentro”, certamente, distratti e distrutti da relativismo e consumismo, ma poveri anche materialmente, in una società “ammalata” dove i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri.
Marco Invernizzi 2 mesi fa
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Nella festa liturgica dedicata a sant’Antonio da Padova (1195-1231), il grande santo portoghese seguace di san Francesco d’Assisi (1182-1226), grande predicatore e amico di tanti poveri, Papa Francesco ha voluto indire una “Giornata mondiale dei poveri”, che quest’anno si celebrerà domenica 19 novembre, «[…] in modo tale che risulti ancora più autentica», ha detto il Santo Padre il 13 giugno 2017, istituendo «la celebrazione della Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’universo, la domenica successiva». Infatti, «la regalità di Cristo […] emerge in tutto il suo significato proprio sul Golgota, quando l’Innocente inchiodato sulla croce, povero, nudo e privo di tutto, incarna e rivela la pienezza dell’amore di Dio. Il suo abbandonarsi completamente al Padre, mentre esprime la sua povertà totale, rende evidente la potenza di questo Amore, che lo risuscita a vita nuova nel giorno di Pasqua».

La Chiesa Cattolica ha sempre praticato una predilezione per i poveri, insegnandola come una caratteristica essenziale della fede che l’anima, la quale deve tradursi in opere e in cultura, cioè in un atteggiamento che cambia i criteri orientativi della vita adeguandoli al Vangelo. Così Papa san Giovanni Paolo II (1920-2005) presenta nella lettera enciclica Sollicitudo rei socialis, del 1987, «l’opzione, o amore preferenziale per i poveri. É, questa, una opzione, o una forma speciale di primato nell’esercizio della carità cristiana, testimoniata da tutta la Tradizione della Chiesa».

Questa preferenza ha subìto nella storia della modernità una contraffazione ideologica a opera del marxismo, che ha immanentizzato l’amore per i poveri trasformandolo in uno strumento per la lotta di classe per poi sostituirlo con l’odio. Ciononostante, la Chiesa ha continuato a insegnarla e a proporla a «[…] ciascun cristiano, in quanto imitatore della vita di Cristo», ricordandone però anche la dimensione pubblica che «[…] si applica egualmente alle nostre responsabilità sociali e, perciò, al nostro vivere, alle decisioni da prendere coerentemente circa la proprietà e l’uso dei beni. Oggi poi, attesa la dimensione mondiale che la questione sociale ha assunto, questo amore preferenziale, con le decisioni che esso ci ispira, non può non abbracciare le immense moltitudini di affamati, di mendicanti, di senzatetto, senza assistenza medica e, soprattutto, senza speranza di un futuro migliore: non si può non prendere atto dell’esistenza di queste realtà».

Alleanza Cattolica ha avuto la consolazione di avere avuto fra i suoi militanti Enzo Peserico (1959-2008), un grande amico dei poveri, morto troppo presto, l’1 gennaio 2008, ma non senza avermi insegnato, concretamente, come si può vivere questa preferenza che la Chiesa invita a praticare. I poveri, infatti, non sono una categoria astratta, come ci ricorda anche Papa Francesco, sempre nel messaggio per la ventura “Giornata mondiale dei poveri”: «Conosciamo la grande difficoltà che emerge nel mondo contemporaneo di poter identificare in maniera chiara la povertà. Eppure, essa ci interpella ogni giorno con i suoi mille volti segnati dal dolore, dall’emarginazione, dal sopruso, dalla violenza, dalle torture e dalla prigionìa, dalla guerra, dalla privazione della libertà e della dignità, dall’ignoranza e dall’analfabetismo, dall’emergenza sanitaria e dalla mancanza di lavoro, dalle tratte e dalle schiavitù, dall’esilio e dalla miseria, dalla migrazione forzata. La povertà ha il volto di donne, di uomini e di bambini sfruttati per vili interessi, calpestati dalle logiche perverse del potere e del denaro. Quale elenco impietoso e mai completo si è costretti a comporre dinanzi alla povertà frutto dell’ingiustizia sociale, della miseria morale, dell’avidità di pochi e dell’indifferenza generalizzata!». I poveri sono i bambini uccisi prima di nascere e i loro stessi genitori; sono i figli di genitori separati e divorziati; sono i cristiani perseguitati per la fede che professano; sono i tanti che hanno perso il lavoro o che non riescono a trovarlo; sono tutti coloro che soffrono per la fame.

I poveri sono accanto a noi tutti i giorni, spesso tra i nostri amici e gli stessi familiari. Siamo noi che dobbiamo stare attenti, individuare i loro bisogni, non soltanto materiali ma spesso spirituali, e obbedire ai suggerimenti che Dio ispira. Enzo sapeva anticipare queste necessità, per non umiliare colui che avrebbe beneficiato del suo aiuto, che spesso voleva restasse anonimo.

In questa società sempre più disperata e sempre meno sazia, per parafrasare le parole del cardinale Giacomo Biffi (1928-2015), i poveri aumentano ogni giorno. Poveri “dentro”, certamente, distratti e distrutti da relativismo e consumismo, ma poveri anche materialmente, in una società “ammalata” dove i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri.

Straordinaria e opportuna è quindi l’iniziativa del Pontefice. La Madonna ci aiuti a tenere aperto il cuore ai bisogni di chi soffre e ci dìa l’intelligenza necessaria per trasformare questa attenzione in un’azione culturale e politica, affinché possa nascere un mondo migliore all’interno di un mondo che muore.

Marco Invernizzi

 

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