Il comunismo che non muore

Marco Invernizzi 1 settimana fa
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Ogni tanto gli incubi ritornano. Il 10 agosto, a San Mauro Pascoli, viene celebrato come ogni anno un processo simbolico in occasione dell’assassinio del padre del poeta. Quest’anno salirà sul banco degli imputati la “Rivoluzione del ‘17”, come ci informa Antonio Carioti sul Corriere della Sera. Due intellettuali per l’accusa, Maurizio Ricolfi e Marcello Flores, e due difensori, Luciano Canfora e Diego Fusaro (sembra proprio quello che abbiamo imparato ad apprezzare per la sua difesa degli innocenti da aborto ed eutanasia, che invece adesso difende gli assassini di almeno 100 milioni di morti, peccato).

Pensate a che cosa sarebbe successo se invece della rivoluzione bolscevica il processo fosse stato intentato ad Hitler e al nazionalsocialismo. Chi li avrebbe difesi? E quale scandalo sarebbe scoppiato contro gli organizzatori? Ma per il comunismo c’è ancora un po’ di indulgenza storica e questo ci deve allertare in vista delle probabili bugie che verranno raccontate in occasione delle celebrazioni d’ottobre, cent’anni dopo la presa del Palazzo d’Inverno a San Pietroburgo.

Intendiamoci, io sono convinto che l’epoca delle ideologie sia finita, e da un pezzo. E che non viviamo in un mondo migliore, dominati come siamo dalla “dittatura del relativismo” e del “politicamente corretto”. Tuttavia quell’epoca va interpretata e spiegata, soprattutto ai giovani, perché, altrimenti, non capiranno mai il presente e non saranno in grado di costruire un futuro migliore.

Pertanto le ideologie vanno studiate e spiegate tutte allo stesso modo, senza paraocchi ideologici di comodo. Ma se ci hanno raccontato fino nei particolari la bestialità del razzismo nazista (peraltro dimenticando quasi sempre il patto Hitler-Stalin del 1939-41 perché non fa “fino”), ancora con fatica si fa la conta del costo umano del comunismo.

So anch’io che c’è in giro ancora un certo numero di comunisti, sebbene travestiti con definizioni ideologiche più rassicuranti, mentre i nazisti sono quattro gatti. E so bene che l’interpretazione del comunismo che viene insegnata a scuola risente ancora della pigrizia intellettuale di tanti docenti che l’aggiornamento non hanno ancora imparato a praticarlo sul serio, così come i poco aggiornati libri di testo di cui si servono.

Ma proprio per questo mi permetto di segnalare l’enormità di chi difende Lenin e la sua banda di bolscevichi che hanno insanguinato l’umanità per quasi un secolo, dal 1917 al 1989.

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 Marco Invernizzi

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