Il marzo delle tre encicliche

Oscar Sanguinetti 9 mesi fa
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Marzo 1937: sembra quasi di assistere a un’eruzione vulcanica. Nel giro di pochi giorni il Papa, il lombardo Pio XI (1922-1939), pubblica ben tre lettere encicliche, in cui condanna le tre forme di totalitarismo che dominavano allora nel mondo occidentale: il nazionalsocialismo, al potere in Germania; il comunismo al potere in Russia e in via di rapida diffusione nel mondo, come aveva profetizzato la Vergine apparendo a Fatima vent’anni prima e il laicismo secolaristico e persecutore dei cristiani di regimi come quello instauratosi nel Messico di allora.

Con la Mit brennender Sorge (Con ardente ansia), del 14 marzo, Papa Pio XI analizza l’ideologia del totalitarismo hitleriano, svelandone l’essenza neo-pagana, anti-semita e nemica del cristianesimo e dell’ordine civile naturale. Con la Divini Redemptoris promissio del 19 successivo condanna il comunismo ateo del suo tempo — che ha visto drammaticamente instaurarsi nell’ex impero zarista — e ogni forma di socialismo e di comunismo, anche non atea, in quanto, secondo il Pontefice, l’essenza di quella dottrina-prassi non è tanto l’ateismo quanto l’ostilità a ogni forma di libertà concreta fondata sulla libera proprietà e sulla libertà d’iniziativa economica. Infine con la Firmissimam constantiam del 28 marzo torna a rivolgersi ai cattolici messicani tuttora perseguitati dal regime ateista, laicista e democratico-sociale, che si era imposto con la Rivoluzione messicana iniziata nel 1911 e che dominava ancora, nonostante l’opposizione armata del popolo cattolico del popolo nella cosiddetta e sfortunata “guerra dei cristeros” scoppiata fra il 1926 e il 1929.

Oscar Sanguinetti

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