L’autorità, il potere e la foto di gruppo

Alfredo Mantovano 1 mese fa
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Foto di gruppo davanti alle bandiere, avendo alle spalle uno degli scenari più suggestivi regalato al mondo dalla natura e dalla civiltà. Scegliamo la didascalia. Ma scegliamola con lo sguardo rivolto non solo ai Capi di Stato e di governo saliti sul palchetto, e neanche alle poche centinaia di antagonisti che protestano alla loro maniera a qualche metro di distanza. Affianchiamo alle immagini del palcoscenico del teatro di Taormina quelle del porto di Palermo, dove qualche ora dopo da un solo rimorchiatore sbarcano 1042 migranti e 7 morti, gli ultimi di una serie infinita. O del deserto di Minya, che dalla Sicilia dista meno di Manchester, dove nelle ore del G7 35 copti, fra i quali non pochi bambini, sono stati uccisi perché cristiani. Quali decisioni hanno assunto i personaggi della foto davanti alle bandiere per limitare la moltiplicazione delle altre immagini? E perché i c.d. potenti della terra danno una così evidente dimostrazione di impotenza? “I capi non si improvvisano, soprattutto nei momenti di crisi”, ammoniva oltre 30 anni fa chi l’autorità l’ha esercitata, ma seguendo altri parametri, e per questo avendo frutti straordinari. Ecco la didascalia: al prossimo vertice andate a scuola, da San Giovanni Paolo II.

 

 

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 Alfredo Mantovano

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