Il pensiero del giorno: Lc 10, 38-42

Don Piero Cantoni 2 mesi fa
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« Mentre erano in cammino, entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò. Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi. Allora si fece avanti e disse: “Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti”. Ma il Signore le rispose: “Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta” » (Lc 10,38-42).

Questo episodio delle due sorelle che ospitano Gesù è stato spesso interpretato per sottolineare la superiorità dello stato di vita contemplativa su quello dedicato alla vita attiva. Non è sbagliato, ma non coglie l’intenzione principale del Signore, il quale qui non intende parlare di stati di vita, ma del fatto che ascoltare la parola di Dio ha priorità su qualunque altra azione. Gesù non intende certamente condannare l’agire generoso di Marta, ma vuole difendere quella « parte migliore » rapprentata dall’agire di Maria. In fondo Marta e Maria stanno nel cuore di ciascuno di noi. Ci vogliono entrambe.

Dobbiamo però riflettere e considerare attentamente che quella più a rischio, soprattutto oggi, è la povera Maria… Perché la Madonna insiste tanto sulla preghiera? Ripete sempre le solite cose? Come una mamma… ripete pazientemente le solite cose perché non vengono fatte. Sappiamo anche che la Madonna è tanto paziente e dolce… Si direbbe che non si arrabbia mai. Ma oltre a queste splendide qualità è anche molto concreta. Ci dice di pregare, ma ci insegna anche come fare. Il Rosario è proposto come il mezzo principale per giungere alla preghiera contemplativa, la “preghiera del cuore”. Usiamo pure questa parola tanto impegnativa: “mistica”.

La Madonna vorrebbe che la mistica smettesse di essere considerata un privilegio di pochi, ma entrasse nel cuore di tutti i suoi figli. Che cos’è la mistica? Esperienza di Dio. Tutti i cristiani sono chiamati a fare esperienza di Dio; la mistica che è privilegio di pochi è quella legata a fenomeni straordinari come stimmate, levitazioni, profezie, ecc. Questi fenomeni sono doni che Dio fa straordinariamente a pochi, per il bene di tutti. La santità non consiste in essi: sono solo degli strumenti. L’esperienza di Dio invece è legata strettamente all’amore, in cui propriamente consiste la santità. Tutti siamo chiamati alla santità, quindi tutti siamo chiamati alla vita mistica. Il Rosario è uno strumento straordinario per entrare in questa avventura.

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 Don Piero Cantoni

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