Il pensiero del giorno: Mc 1,29-39

Don Piero Cantoni 7 giorni fa
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« E subito, usciti dalla sinagoga, andarono nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva. Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano. Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: “Tutti ti cercano!”. Egli disse loro: “Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!”. E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni » (Mc 1,29-39).

Il primo esorcismo (Mc 1,23-27) è immediatamente seguito dalla prima guarigione. Esorcismi e guarigioni non accompagnano casualmente l’insegnamento di Gesù. Gesù annuncia l’avvento del Regno, che è già presente nella sua stessa persona. I segni inequivocabili del suo avvento sono proprio costituiti dall’affermarsi dell’autorità di Dio che sconfigge ed esautora il potere del maligno e contemporaneamente guarisce l’uomo dalle sue infermità. « Riguardo all’azione che le forze demoniache esercitano nella vita dell’uomo dobbiamo stare attenti ad una polarizzazione eccessiva, esagerata, sul tema della possessione. Il peccato angelico ha avuto un influsso non solo sul mondo “umano”, ma su tutto il creato nel suo insieme. Tutto giace nelle doglie del parto a causa del peccato.

La morte non faceva parte del primitivo piano di Dio e quindi neppure la malattia. Il disordine portato dal peccato è la causa delle malattie. Ciò non significa che ogni malattia sia causata dal peccato personale di chi ne è affetto: la Scrittura ci invita piuttosto a pensare il contrario. Rimane però vero che c’è un collegamento tra malattia e peccato. La vittoria sul peccato tuttavia non determina per ciò stesso la scomparsa della malattia che rimane come mezzo di espiazione e purificazione e anche come mezzo di elevazione. Con l’accettazione, nella fede e nell’amore, della sofferenza che la malattia comporta l’uomo può anzi partecipare alla redenzione di Cristo » (Pietro Cantoni, L’Oscuro Signore, Sugarco, Milano 2013, p. 113). Sta il fatto, in cui dobbiamo vedere uno stretto legame teologico, che nel ministero di Gesù, nel conseguente ministero degli Apostoli e dunque nel ministero della Chiesa, l’annuncio della Verità del Vangelo, il potere esorcistico nei confronti delle forze del male e la cura dei malati sono così intrecciate da non potersi adeguatamente separare. Dopo una giornata di predicazione, di guarigioni e di esorcismi Gesù doveva essere sfinito, eppure al mattino si sveglia prestissimo.

Marco allinea qui tre avverbi: prô (all’alba), énnycha (ancora notte), lían (molto presto) per indicare l’inizio della preghiera mattutina di Gesù. La sua preghiera precedeva ogni altra azione. E non era solo un fatto cronologico: essa ne era la sorgente profonda. Così deve essere per noi. Incominciamo la nostra giornata con la preghiera, ne sperimenteremo ben presto gli effetti che non esito a definire “miracolosi”.

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 Don Piero Cantoni

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