Se a tradirti è il web

Alfredo Mantovano 2 mesi fa
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Costruisci un movimento politico basandoti sul web. Che nella tua prospettiva non è uno strumento di comunicazione più aggiornato rispetto ai media tradizionali: è la struttura portante della democrazia che vuoi costruire attraverso la rete, la novità della tua iniziativa politica. E’ la piattaforma per lanciare azioni partecipate. E’ quello che ti fa bollare come vecchi e inaccessibili i giornali e le reti tv, mentre tu garantisci al comune cittadino un ingresso diretto e immediato. Col web lanci le grandi campagne di mobilitazione e sembri riuscire nell’intento utopico di far valere “uno” ogni singola persona. Poi ti scontri con la realtà: quella vera, non quella virtuale. Usi la rete per selezionare i candidati a elezioni importanti, e resti deluso perché il potenziale sindaco o parlamentare o presidente di Regione racimola poche decine di voti, e non è nemmeno quello che tu volevi. Peggio: al momento cruciale, quando per la prima volta devi scegliere chi sarà il candidato premier nonché il tuo successore alla guida del moVimento – la V maiuscola sappiamo che cosa significa – decidi che il tuo candidato – proprio perché deve essere “tuo” – non abbia rivali, la partecipazione è inferiore alla popolazione del più piccolo capoluogo di provincia, e soprattutto il sistema informatico ti tradisce. Non salta una semplice lampadina: è saltato il mito. Le stelline, una dopo l’altra, si spengono. Come ogni utopia, all’inizio affascina, dopo un po’ lascia perplessi, alla fine naufraga. Destino segnato di ogni rivoluzionario: il V-day adesso è il tuo.

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 Alfredo Mantovano

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