Eileen Barker, I nuovi movimenti religiosi. Un’introduzione pratica, a cura di Massimo Introvigne, Mondadori, Milano 1992, pp. 372, L. 18.000

Alleanza Cattolica 28 anni fa
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Valter Maccantelli, Cristianità n. 207-208 (1992)

Eileen Barker, scozzese, è docente di sociologia della religione alla London School of Economics. Negli ultimi anni si è segnalata come una delle maggiori specialiste europee di nuove religioni con opere importanti come The Making of a Moonie: Brainwashing or Choice? (Basil Blackwell, Oxford 1984), dove discute la storia e i metodi di reclutamento della Chiesa dell’Unificazione fondata dal reverendo Sun Myung Moon. Attualmente — prima studiosa non americana — presiede la prestigiosa Society for Scientific Study of Religion, la più importante associazione statunitense di sociologia della religione. Fa parte del comitato scientifico internazionale del CESNUR, il Centro Studi sulle Nuove Religioni, di cui è una delle principali animatrici. Nel 1988 — lo stesso anno della fondazione del CESNUR — Eileen Barker ha fondato INFORM, Information Network Focus on New Religious Movements, con sede a Londra presso la London School of Economics. INFORM è un’istituzione unica in Europa — e probabilmente nel mondo — in quanto è nata con il riconoscimento e il sostegno del ministero dell’Interno britannico e insieme con la collaborazione ufficiale della Chiesa cattolica, della Chiesa d’Inghilterra — anglicana — e delle altre comunità protestanti maggioritarie presenti nel Regno Unito. INFORM è quindi un esperimento di collaborazione fra pubblici poteri, Chiese e comunità maggioritarie e mondo accademico per la costituzione di un centro il cui scopo è fornire al pubblico, agli educatori, agli uomini politici, alle Chiese e alle famiglie informazioni insieme facilmente accessibili e attendibili sui “nuovi movimenti religiosi”. Il volume I nuovi movimenti religiosi. Un’introduzione pratica, pubblicato da Her Majesty’s Stationery Office, cioè dallo Stato britannico, a Londra, in prima edizione nel 1989 e in seconda nel 1991, corrisponde allo stesso obiettivo di INFORM: offrire una serie di informazioni semplici e pratiche sui nuovi movimenti religiosi.

L’edizione italiana — curata da Massimo Introvigne, di Alleanza Cattolica e direttore del CESNUR, sulla base della seconda edizione inglese — è arricchita di una Presentazione (pp. 5-10) dello stesso Massimo Introvigne ed è stata largamente modificata nelle Appendici (pp. 213-335) attraverso un lavoro di collaborazione fra il curatore dell’edizione italiana e l’autrice. La Presentazione contiene, in un certo senso, le “istruzioni per l’uso” per il lettore italiano. Massimo Introvigne spiega al lettore […] che cosa non troverà in questo volume di Eileen Barker”: “Anzitutto —giacché si tratta non solo di un’opera scritta dal punto di vista della sociologia, ma anche di un’opera direttamente edita dal governo britannico — sarebbe evidentemente fuori luogo cercarvi giudizi e valutazioni di carattere teologico o pastorale dal punto di vista di una chiesa cristiana” (p. 7); quindi, l’autrice — e INFORM — hanno adottato una terminologia, comune negli ambienti scientifici anglosassoni, per cui “nuovi movimenti religiosi” — categoria meno ampia di “nuove religioni” — sono soltanto quelli di origine totalmente o parzialmente non cristiana, con esclusione delle cosiddette “sette di origine cristiana” come i testimoni di Geova o i mormoni, che secondo questa terminologia rientrano fra le “nuove religioni” ma non fra i “nuovi movimenti religiosi” e che pertanto rimangono fuori dal volume. La Presentazione mette anche in luce la grande importanza dell’opera come […] miniera di consigli pratici generali radicati in una conoscenza approfondita del fenomeno (e delle persone coinvolte, che differenzia Eileen Barker da tanti studiosi da tavolino) e insieme nel common sense tanto caro agli inglesi” (p. 9). I “consigli pratici” sono infatti quanto spesso manca nel settore dei nuovi movimenti religiosi, e sono l’oggetto del volume, dove — a differenza di quanto avviene in tanta letteratura affrettata e superficiale —, sulla base di una diagnosi puntuale e profonda, sono proposte alcune linee di una terapia.

Il volume comprende una Prefazione di Eileen Barker (pp. 13-21), dove si ribadisce come in certi casi le conclusioni delle scienze sociali […] possono diventare una base per l’azione”, mettendo in guardia le persone “contro alcune possibili conseguenze delle loro azioni” e al tempo steso aiutandole […] ad evitare azioni precipitose” (p. 19). Dopo un’ulteriore Introduzione di carattere metodologico e terminologico (pp. 23-31), la prima parte — Come sono i nuovi movimenti religiosi? (pp. 33-153) — è volta a descrivere le caratteristiche generali dei movimenti in questione e i problemi a cui danno luogo nelle società contemporanee. Dopo aver espresso dubbi sulla tesi del “lavaggio del cervello” (pp. 46-55), Eileen Barker si chiede perché molte persone, soprattutto — ma non solo — giovani, siano attratte dai nuovi movimenti religiosi, e risponde che — benché entrino in gioco varie ragioni — spesso si tratta proprio della ricerca di un’esperienza religiosa e di una reazione contro il “divieto di parlare di Dio” che oggi sembra prevalere nella vita sociale e talora — paradossalmente — perfino nelle Chiese (pp. 56-65; altrove l’autrice osserva che “a volte i sacerdoti sembrano […] talmente “alla moda” che Dio sembra l’ultima cosa di cui vogliono parlare” [p. 204]). Eileen Barker offre quindi un’ampia disamina delle conseguenze individuali, familiari e sociali della conversione a un nuovo movimento religioso (pp. 66-145), mostrando la complessità del fenomeno che rende difficili le generalizzazioni; infatti, i movimenti religiosi attivi in Europa sono diverse centinaia, mentre normalmente le diagnosi e le terapie vengono formulate osservandone soltanto due o tre. Nel complesso l’autrice è scettica sia sulle diagnosi dei movimenti “anti-sette”, per cui tutti i nuovi movimenti religiosi sono associazioni a delinquere che inducono i loro adepti alla prostituzione e alla droga, quando non al suicidio, sia sulle difese a oltranza di qualunque gruppo in qualunque circostanza da parte di associazioni “per la libertà religiosa”, che rovesciano la mentalità dei movimenti anti-sette, per cui tutto è pericoloso, in una generalizzazione uguale e contraria per cui nulla è pericoloso. Esaminando uno per uno i problemi più controversi — attività criminali, danni alla salute psichica, violenza, droga, denaro, vita sessuale, separazione dalle famiglie, educazione inadeguata dei bambini — Eileen Barker mostra che, se da un lato occorre diffidare delle generalizzazioni dei movimenti anti-sette — che spesso finiscono per includere anche le Chiese e comunità maggioritarie —, dall’altra occorre “vigilare” perché alcuni gruppi in alcune fasi della loro storia si rivelano in effetti socialmente pericolosi. Al termine della prima parte, la studiosa scozzese descrive la varietà di reazioni — dalla rassegnazione alla violenza — dei genitori i cui figli hanno aderito a un nuovo movimento religioso (pp. 146-153).

La seconda parte (pp. 155-211) ha per titolo Cosa si può fare?, e critica anzitutto due soluzioni estreme nei confronti di chi aderisce a un nuovo movimento religioso: il laissez-faire totale, soprattutto da parte dei genitori, in quanto alcuni movimenti possono comportare pericoli reali (pp. 157-159), e la “deprogrammazione forzata”, una tecnica proposta da alcuni movimenti anti-sette, che consiste nel rapire gli adepti dei nuovi movimenti religiosi e nel trattenerli contro la loro volontà in un luogo appartato dove “deprogrammatori”, che in genere non sono medici né psicologi, li sottopongono a una serie di violenze psicologiche, e talora fisiche, che dovrebbero “rovesciare” gli effetti del presunto precedente “lavaggio del cervello”. Non solo la deprogrammazione è moralmente e legalmente inaccettabile, ma spesso non riesce e gli adepti che hanno resistito con successo ai deprogrammatori svilupperanno un legame ancora più forte con il movimento, oltre a subire danni psicologici ulteriori (pp. 160-174; l’Appendice III riporta alcuni inquietanti casi di “deprogrammazione senza successo” con conseguenze disastrose [pp. 240-251]). Eileen Barker propone una “via intermedia” fra il laissez-faire e la deprogrammazione (pp. 175-211), raccomandando che, dopo l’adesione al nuovo movimento religioso, i genitori, gli amici e i pastori cerchino a ogni costo di mantenersi in contatto con il convertito. Il turn-over delle nuove religioni è molto alto, e la maggioranza degli adepti vi resta solo per qualche anno: è molto importante che, quando comincerà a pensare di lasciare il gruppo, l’adepto sappia dove andare e soprattutto dove tornare. In via preventiva, se l’adesione ai nuovi movimenti religiosi si spiega soprattutto con la reazione al “divieto di parlare di Dio”, occorrerebbe — nota Eileen Barker — fornire “risposte alternative” ai problemi religiosi che molti giovani continuano a porsi anche nelle nostre società dette secolarizzate (p. 206). Qui, naturalmente, l’opera rivela tutta l’acutezza della diagnosi e della terapia proposte, ma rivela anche un limite di cui il lettore farà bene a tener conto. Come si è accennato, in quanto pubblicazione edita e diffusa direttamente dal ministero dell’Interno inglese, il volume di Eileen Barker non poteva certamente proporre come soluzione ai problemi sociali posti dai nuovi movimenti religiosi il rafforzamento della fede cristiana, la nuova evangelizzazione e la catechesi. La sociologa britannica ha del resto voluto — oltre che dovuto — limitare la sua analisi degli aspetti discutibili delle attività dei nuovi movimenti religiosi a quelle che potremmo chiamare violazioni della morale e del diritto naturale — oltre che, qualche volta, del diritto positivo vigente —, senza discutere gli errori specificamente religiosi di questo o di quel gruppo o anche gli errori diffusi nella nuova religiosità in generale. È chiaro, tuttavia — e Eileen Barker non lo nega — che i comportamenti sono conseguenza delle dottrine, e che se il problema — come la sociologa afferma — è ultimamente di natura religiosa, anche la soluzione potrà consistere solamente in una risposta religiosa sul piano della pastorale e della catechesi.

Il volume è arricchito da quattro Appendici. La prima presenta il CESNUR e le sue attività (pp. 215-222) facendo riferimento in particolare a una serie di testi, per ora inediti, di mons. Giuseppe Casale, arcivescovo di Foggia-Bovino, che del CESNUR è presidente. La seconda (pp. 223-239) riesamina il problema della terminologia — “nuovi movimenti religiosi”, “nuove religioni”, “sette” — e quello conseguente delle statistiche su quanti siano gli adepti dei nuovi movimenti religiosi in un determinato paese, nel caso il Regno Unito. La terza appendice — cui ho già fatto cenno — riporta alcuni casi di deprogrammazione senza successo, mentre la quarta (pp. 252-335) costituisce un prezioso catasto di nuovi movimenti religiosi, elencati in ordine alfabetico e per ciascuno dei quali viene presentata una scheda informativa con indirizzi e con bibliografia. Questa parte è stata ampiamente rivista e aggiornata per l’edizione italiana: i lettori delle opere enciclopediche di Massimo Introvigne vi troveranno dettagli nuovi su gruppi che si sono affacciati sulla scena europea soltanto negli ultimi anni come gli Emissari della Luce Divina (pp. 276-277) o la Eternal Flame Foundation (pp. 277-280). Infine completano l’opera un’ampia Bibliografia annotata (pp. 337-347) e un indispensabile Indice analitico (pp. 349-360).

 

Anche se — come accennato — la diagnosi e la terapia proposte nel volume necessitano di essere completate, particolarmente da un punto di vista cattolico, con indicazioni di carattere specificamente teologico e pastorale, chi chiede con insistenza indicazioni su “che cosa fare in pratica” di fronte a persone o a famiglie in difficoltà non potrà, d’ora in poi, prescindere dall’opera di Eileen Barker, già salutata nelle due edizioni inglesi come una pietra miliare sulla via di un esame serio — in vista di un’azione concreta — delle conseguenze sociali della nuova religiosità.

Valter Maccantelli

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