Fatima e il futuro dell’Europa e del mondo

Alleanza Cattolica 18 anni fa
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Wallfahrtspredigt in Fatima am 13. Mai 2002 [Omelia del pellegrinaggio a Fatima il 13-5-2002], pubblicata dall’Ufficio Stampa dell’Arcidiocesi di Colonia, in Germania. Traduzione e titolo redazionali.

Card. Joachim Meisner, Cristianità, n. 313 (2002)

 

Cari fratelli e sorelle!

1. Sembra che Maria ami a tal punto Fatima da non voler più lasciare questo luogo di grazia per tornare nell’alto dei cieli. Per questo tutti noi dobbiamo venire a Fatima per incontrarvi Maria. Fatima in Portogallo, Lourdes in Francia, Loreto in Italia e Czèstochowa in Polonia sono, per così dire, le “teste di ponte” di Maria sulla via di una comune Europa a misura di uomo. Dio viene pervicacemente escluso dalla nuova Costituzione europea. La base giuridica della nuova comunità europea ha da essere senza Dio. Questo però riporta all’abisso cui l’Europa era appena sfuggita nel 1989-1990. Certamente questo si rivelerà un boomerang e non porterà a nessun progresso reale sulla via di un’Europa unita. La bandiera europea porta dodici stelle dorate su fondo azzurro, cosicché, senza volerlo, è diventata di fatto una bandiera mariana. In questo possiamo solo vedere un buon presagio, ma non dobbiamo permettere che sia soltanto una falsa etichetta. Forse Dio mostra proprio sulla bandiera d’Europa quanto manca alla sua Costituzione.

Cristo porta volentieri le cosiddette esistenze marginali al centro e compie con esse miracoli. Così ha posto a custodia della Beatissima Vergine Maria san Giuseppe, togliendolo da una posizione oscura, perché potesse, tramite Lei, realizzare il più grande miracolo di tutti i tempi, cioè la sua Incarnazione. Egli mette al centro anche il giovane nel deserto e con la sua piccola provvista di cinque pani compie il miracolo della loro moltiplicazione, cosicché vengono saziati cinquemila uomini affamati e vengono riempite ancora dodici ceste di avanzi. Maria porta dai margini dell’Europa, da Fatima, il prezioso bene della libertà religiosa, passando per Roma, fino alla più remota landa dell’Europa Orientale, fino alla Russia. Le stazioni intermedie dopo Fatima sono Piazza San Pietro a Roma, dove una pietra rossa segna il luogo dell’attentato al Santo Padre, e infine la Piazza Rossa a Mosca, dalla quale la libertà religiosa dovrà essere portata verso la Cina. Il male può essere vinto solo dal bene e questo non si ottiene senza sacrificio e qualche volta, addirittura, non senza sangue. Così è stato per Gesù sul Golgota, dove Maria è stata presente, e per Giovanni Paolo II, in Piazza San Pietro a Roma, dove Maria da Fatima era ugualmente presente per salvarlo.

 

2. Senza il Pietro di oggi, cioè Papa Giovanni Paolo II, non sarebbero caduti i muri e i fili spinati del comunismo, le carceri e i GULag non sarebbero stati aperti, il Muro di Berlino sarebbe ancora in piedi e continuerebbe a dividere la città e quindi l’Europa. Per impedire questa liberazione dell’Europa dall’ateismo, si è sparato al Papa in Piazza San Pietro, a Roma, il giorno di Fatima, il 13 maggio 1981. In questa occasione, nel 1981, la Madonna di Fatima ha salvato la vita del Papa perché potesse compiere la propria e la sua missione: portare all’Europa la vera libertà.

Così Maria ha portato la libertà religiosa da Fatima attraverso la pietra rossa di Roma fino al centro della Russia, sulla Piazza Rossa di Mosca. La cattedrale del Salvatore, presso la Piazza Rossa di Mosca, distrutta dai comunisti nel 1917, è stata nel frattempo ricostruita, simbolo della libertà religiosa riconquistata. La libertà religiosa è la più mirabile e al tempo stesso la più importante forma della libertà umana. Il suo rispetto fra i popoli garantisce l’attenzione anche a tutti gli altri diritti dell’uomo. A tutti i cristiani di Russia è stato affidato questo bene particolarmente prezioso della dignità umana, che è mancato a questo amabile paese per quasi ottant’anni. Perciò, ora, a tutti i cristiani russi è affidata la missione di portare la libertà religiosa in Cina. Per questo essi non possono essere secondi a nessuno nel rispettare e nell’onorare, nel loro paese, la libertà religiosa. Maria vuole portare dalla Russia anche ai cinesi il dono più importante dell’uomo, cioè appunto la libertà religiosa.

 

3. “Non temere o Maria!” (Lc. 1, 30), le ha detto all’Annunciazione a Nazaret l’angelo del Signore. Lo stesso coraggio si aspetta il Signore dopo la Pasqua dagli apostoli quando dice loro: “Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni []. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt. 28, 19-20). Maria rispose senza timore alla parola dell’angelo ed era pronta alla grande avventura con Dio, portandolo al mondo nel suo figlio Gesù Cristo. Anche gli apostoli portarono con coraggio e valore il Vangelo nel mondo.

Papa Giovanni Paolo II ci ha esortati, nel 1978, nella Messa d’inizio di pontificato, in Piazza San Pietro a Roma: “Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!”. I veggenti di Fatima e i loro compatrioti qui lo hanno fatto fino a oggi, altrimenti non vi sarebbe stato il miracolo di Fatima. Hanno aperto i loro cuori e le loro mani al messaggio di Dio attraverso Maria. Ma Fatima rimane attuale, perché è attualissimo il messaggio di Maria, dal momento che vi sono in tutto il mondo molti più cristiani perseguitati e, in molti paesi, cattolici apertamente perseguitati, di quanto noi superficialmente percepiamo.

“Non temete l’oscurità del mondo, fidatevi della luce che viene dall’alto!”, ci vuol dire ancora oggi Maria. La paura paralizza la forza spirituale e rende la gente spiritualmente malata e rassegnata. Chi guarda solo a sé stesso e alle proprie possibilità può solamente aver paura e cadere nell’angoscia. A chi invece è vicino a Dio, come Maria, le forze spirituali vengono accresciute ed egli diviene contemporaneamente pieno di grazia, ripieno di un’energia che va molto oltre le possibilità naturali, cosicché egli può dire con il salmista: […] con il mio Dio scavalcherò le mura” (Sal. 18, 30).

Da Fatima, la Madonna ha letteralmente scavalcato le mura dell’Europa: a Berlino, in Cechia, in Ungheria e in Russia. Purtroppo non ho ancora trovato un’immagine che mostri la Madonna come colei che scavalca le mura. Sarebbe veramente una bella variante delle immagini miracolose di Fatima. Vi sono ancora innumerevoli muri nei cuori degli uomini, cosicché Maria ha ancora molto lavoro.

 

4. Da questo luogo di grazia di Fatima, il mio sguardo va ancora su un altro muro, cioè sul Muro del Pianto e sul monte del Tempio di Gerusalemme. Là vi è la patria terrena di Maria. Per questo si pianga davanti a Dio: questo muro divide la Città Santa dal Monte del Tempio ed è contemporaneamente il simbolo dell’odio, che pare invincibile, e dell’incapacità umana di arrivare alla riconciliazione fra i diversi popoli della regione. Per non dover dubitare del destino della Terra Santa dovremmo lasciare risuonare in noi la parola dell’angelo a Maria: […] nulla è impossibile a Dio” (Lc. 1, 37), anche per quanto riguarda Gerusalemme! La nostra amata Signora di Fatima possa ottenere da Dio, con la sua intercessione, anche qui il miracolo di superare il muro dell’odio.

Là, dov’è nato il Redentore, il Dio eterno, da Maria Vergine, e ha posto il suo piede per la prima volta sulla nostra povera terra, cioè nella grotta della Natività della chiesa di Betlemme, si è sparato fino a pochi giorni fa; un pensiero quasi inconcepibile. Ciononostante gli angeli allora cantarono al cuore dei pastori di Betlemme […] pace […] agli uomini” (Lc. 2, 14), ma a quelli di buona volontà! Qui si tratta proprio della buona volontà degli uomini, con la quale la grazia di Dio rende possibile l’impossibile. Maria disse allora e dice ancora oggi: “Fate quello che [il Signore] vi dirà” (Gv. 2, 5). Cosa ci dice il Signore? Ci dice addirittura: “Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, […] pregate per coloro che vi maltrattano” (Lc. 6, 27-28). Non l’”occhio per occhio” e il “dente per dente”, ma il messaggio del Discorso della Montagna è la garanzia per la pace nel mondo, anche in Terra Santa, per la quale noi cristiani di tutto il mondo ci dobbiamo sentire responsabili.

 

5. Il Signore ha scelto a suo tempo in Maria la debolezza per confondere la forza. Non sono i carri armati a garantire la pace fra gli uomini, ma l’amore che li fa superare sé stessi. L’angelo ha detto allora a Maria: tu sei piena di grazia (cfr. Lc. 1, 28). Questo vale in un certo modo anche per tutti noi. La grazia moltiplica le forze naturali dell’uomo, cosicché possiamo dire con Paolo: “Tutto posso in colui che mi dà la forza” (Fil. 4, 13).

Madre Teresa di Calcutta era sicuramente solo un piccolo essere umano, ma teneva quasi sempre in mano la corona del Rosario, come segno della grazia che era in lei, e questo la rendeva un vulcano d’amore, che ha cambiato il mondo in meglio. Dal momento in cui la Madre del Signore ha posto nel 1917 il suo piede qui a Fatima, i portoghesi sono ugualmente conterranei della Madre di Dio. Anche il Portogallo non è propriamente una grande e forte potenza continentale europea, da un punto di vista mondano, ma da qui l’Europa ha ritrovato la sua libertà. Voi portoghesi dovete mostrare agli altri europei che vale la pena seguire l’imperativo mariano: “Fate quello che vi dirà”. Questo comportamento garantisce all’Europa e poi al mondo una cultura della pace e della vita.

 

6. Non dobbiamo aver paura per le nostre limitate capacità! Avete sperimentato qui a Fatima come Dio ponga evidentemente il suo vanto nel portare la libertà dai margini dell’Europa al centro del continente, nel donare a tutti gli europei, con le piccole capacità di un paesino del Portogallo centrale, speranza e fiducia, e nel fare di questo paesino quasi sconosciuto una delle capitali spirituali d’Europa e del mondo. La missione di Fatima è ancora per gran parte da assolvere. Maria conta ancora oggi su voi portoghesi, come se foste suoi conterranei. Con la forza della vostra preghiera e il potere della vostra fede dovete ottenere che la pace e la gioia dello Spirito Santo si diffondano in Europa e in tutto il mondo.

Il Pietro che si trova a Roma, il Santo Padre, ha bisogno, nella sua missione che abbraccia tutto il mondo, del sostegno della nostra amata Signora di Fatima e dei nostri amati uomini e donne del Portogallo. Voi, nel passato, non avete deluso l’Europa. Non deludete l’Europa né ora né in futuro! Rimanete fedeli alla vostra vocazione di popolo di Maria, perché rimaniate per tutti noi un popolo di salvezza! Amen.

+ Joachim Card. Meisner

Arcivescovo di Colonia

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