“La malattia e il fine vita al di là delle emozioni”

Andrea Bartelloni 2 settimane fa
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Da Toscana Oggi del 9/11/2017. Foto da Ansa

 

Egr. direttore,
il dibattito e l’iter legislativo sulla liberalizzazione dell’uso della cannabis sembra aver avuto una battuta d’arresto complici i problemi a trovare i numeri per l’approvazione di una legge che incontra ancora molte resistenze. Ma, «Tutte le campagne antiproibizioniste sono state vinte quando sono scesi in campo i malati», così si esprime Andrea Trisciuoglio dell’associazione Lapiantiamo! facendo eco al presidente della National Organization for the Reform of Marijuana Laws «per legalizzare la cannabis dobbiamo seguire la strada dell’accesso alla marijuana per scopi medici». Associazione che, fondata nel 1970 dalla Playboy Foundation, si propone la depenalizzazione dell’uso e della coltivazione della cannabis. A confermare che si stia cercando di aggirare il problema sono le parole dell’on. Ermete Realacci, intervistato da Avvenire venerdì 20 ottobre: «Ritengo che il paese sia pronto per una proposta più estesa, ma è importante che la Camera abbia approvato il testo unificato per la cannabis terapeutica». E via con i soliti luoghi comuni come del togliere mercato alle mafie, i casi pietosi di malati afflitti da sofferenze e che solo con la cannabis starebbero meglio e, infine, la proposta utopistica: «nella prospettiva della legalizzazione – dice ancora l’on. Realacci- andrebbe prevista la possibilità di commercializzare solo cannabis dal principio attivo ridottissimo». Quest’ultima affermazione è abbastanza sconcertante: il mercato offre cannabis con concentrazioni del principio attivo sempre più alte come lo skunk, la super cannabis, ma anche quelle “normali” hanno livelli di Thc che fanno impallidire i Figli dei Fiori. Chi comprerebbe la cannabis super light? Ma il problema è essenzialmente un altro: il grosso del mercato interessa i minorenni. Già alle scuole medie fumano e spacciano cannabis con alta concentrazione di principio attivo. La Camera dei deputati ha anche bocciato alcuni emendamenti che cercavano di bloccare la coltivazione, la lavorazione e la vendita al di fuori dell’uso medico. Un altro emendamento, anch’esso bocciato, prevedeva la prescrizione solamente da parte di medici specialisti e sono stati bocciati anche gli emendamenti che facevano riferimento al rischio per l’assunzione prolungata e altri sulla stessa linea. Speriamo che il Senato, come auspicava anche l’on. Paola Binetti intervistata nella stessa pagina di Avvenire, si dimostri più ragionevole non tanto nell’interesse dei malati, ma … dei sani.

E’ stato pubblicato integralmente col titolo redazionale: Sulla cannabis ci vuole testa, sul numero 39 che porta la data del 12 novembre 2017, Anno XXXV, pag. 2

 

Andrea Bartelloni

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