“Trump: «Le scuole senza armi diventano bersagli»”

Marco Respinti 4 mesi fa
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Da La bianca Torre di Ecthelion del 23/02/2018. Foto da articolo

Il presidente del Paese più potente del mondo ha fatto e detto due cose di assoluto buonsenso: ha pregato con i sopravvissuti al massacro del giorno di san Valentino e ha affermato che a scuola ci vogliono le armi. Perché se gli onesti continuano a restare disarmati, i disonesti che delle limitazioni sulle armi se ne infischiano continueranno a spadroneggiare.

Dalla Marjory Stoneman Douglas High School di Parkland, in Florida, falcidiata dal 19enne Nikolas Cruz che, dopo avere assassinato 17 ragazzi ferendone diversi altri, rischia la pena di morte, mercoledì sono giunti in visita alla Casa Bianca studenti, genitori, il sindaco di Parkland Christine Hunschofsky, una delegazione della Sandy Hook Promise (la non-profit di Newtown, nel Connecticut, intitolata alle 26 vittime della scuola elementare che il 20enne Adam Lanza uccise nel 2012 per poi suicidarsi avendo la mattina già assassinato la propria madre) e alcuni allievi di altre due scuole di Washington. Trump li ha salutati uno per uno. A pregare e a dire l’unica cosa intelligente da dire adesso su scuole e armi c’erano anche il vicepresidente Mike Pence e il ministro dell’Educazione Betsy DeVos. E niente teatrino: l’incontro è durato quasi due ore. Qualcuno ha plaudito al presidente, qualcuno lo ha contestato: per esempio Andrew Pollack, padre di una 18enne morta ammazzata. Trump ha detto la sua e ha sentito le loro. Se l’era addirittura appuntato su un foglietto, ci sono le foto: «I hear you», “Vi ascolto”, come un buon sovrano di altri tempi.

Promesse azioni rapide per controllare lo stato di salute mentale dei possessori di armi, e chiesto al ministro della Giustizia Jeff Sessions la messa al bando dei “bump stock”, i meccanismi che modificano le armi semiautomatiche legali in mitragliatrici automatiche illegali, Trump è tornato sull’idea di avere insegnanti armati nelle scuole. Lo dice da un po’ e da un po’ gliene dicono di ogni. Per questo ieri ha ribadito via Twitter: «Non ho mai detto “date le armi agli insegnanti”, come riportano CNN e NBC. Ho detto di verificare se si possano dare “armi nascoste a insegnanti che abbiano esperienza militare o addestramento speciale”, e solo ai migliori». La contraddizione è solo nell’occhio di chi la vuole vedere.

In alternativa, Trump propone agenti armati a guardia delle scuole (cosa a breve termine più praticabile) esattamente come non solo pensa, ma pure fa lo sceriffo della contea di Broward, Steve Israel, dov’è avvenuta la strage, che è tutt’altro che un fanatico delle armi ai privati. Ieri lo sceriffo ha ordinato che i responsabili della sicurezza delle scuole si dotino di fucili semiautomatici AR-15, lo stesso tipo di arma usata dal folle che ha compiuto la strage.

Perché il punto è questo. Dove, negli Stati Uniti, i cattivi e i pazzi sparano sulle masse? Nei locali pubblici, nelle discoteche, ai concerti e appunto nelle scuole. Cioè là dove i cartelli urlano ai quattro venti che lì sono tutti disarmati. La Sinistra pensa ancora che siano le armi a uccidere: invece a uccidere sono gli uomini, folli o cattivi, e nessuna legge impedirà mai loro di nuocere. Le leggi non mettono fine al male o alla pazzia: puniscono chi fa il male e lasciano in pace chi fa il bene. Permissivista e antiproibizionista in tutto, la Sinistra ce l’ha solo con le armi, mentre è proprio lo sfascio morale e sociale cui il suo laissez-faire lavora da decenni il motivo principale per cui nessuno ha più rispetto per nessuno e le armi ai privati, che negli Stati Uniti servono da sempre per difendersi, diventano strumenti di offesa.

Il 24 marzo a Washington i giovani scenderanno in strada contro Trump e contro le armi aizzati dai guru della politica, dei media e del culturame. I soldi ce li hanno messi i guitti, George Clooney, Steven Spielberg e Oprah Winfrey, che pensano di vincere il Diavolo mettendo in galera la libertà della gente perbene. Nel 2013 il defunto giudice della Corte Suprema Antonin Scalia, che di leggi se ne intendeva, canzonò un’illuminata giornalista del New Yorker dicendole: «Lei frequenta ambienti così, così lontani dagli Stati Uniti mainstream da rimanere di sale se una persona qualsiasi crede nel Diavolo!». Scalia possedeva armi.

Marco Respinti

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