Il pensiero del giorno

2Cor 3,15-4,1.3-6
Don Piero Cantoni 1 anno fa
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« Fino ad oggi, quando si legge Mosè, un velo è steso sul loro cuore; ma quando vi sarà la conversione al Signore, il velo sarà tolto. Il Signore è lo Spirito e, dove c’è lo Spirito del Signore, c’è libertà. E noi tutti, a viso scoperto, riflettendo come in uno specchio la gloria del Signore, veniamo trasformati in quella medesima immagine, di gloria in gloria, secondo l’azione dello Spirito del Signore. Perciò, avendo questo ministero, secondo la misericordia che ci è stata accordata, non ci perdiamo d’animo. […]. E se il nostro Vangelo rimane velato, lo è in coloro che si perdono: in loro, increduli, il dio di questo mondo ha accecato la mente, perché non vedano lo splendore del glorioso vangelo di Cristo, che è immagine di Dio. Noi infatti non annunciamo noi stessi, ma Cristo Gesù Signore: quanto a noi, siamo i vostri servitori a causa di Gesù. E Dio, che disse: “Rifulga la luce dalle tenebre”, rifulse nei nostri cuori, per far risplendere la conoscenza della gloria di Dio sul volto di Cristo » (2Cor 3,15-4,1.3-6).

Tutta la Bibbia parla di Cristo. Perché questo dovrebbe interessarmi così tanto e così concretamente? Perché « Con l’incarnazione il Figlio di Dio si è unito in certo modo a ogni uomo » (Gaudium et spes, 22) e solo in lui io posso vedere chiaramente il senso della mia vita, come in uno specchio che mi dice chi sono veramente io e qual è lo scopo della mia vita: « Cristo, nuovo Adamo, manifesta pienamente l’uomo all’uomo e gli svela la sua altissima vocazione » (Ibidem).

Il Rosario è una preghiera molto semplice ed umile: chiunque può imparare a recitarla senza troppo sforzo. È un insieme di preghiere che si ripetono (soprattutto Ave Maria, ma anche Padre nostro e Gloria al Padre) che mi mettono in un clima e creano in me un clima. È un clima di fede e di umiltà, attraverso il quale viene accolto quello slancio divino di amore, che è in fondo la persona stessa dello Spirito, il quale mi dona l’entusiasmo e la luce per contemplare la vita (la “gloria”) del Figlio di Dio fatto uomo. Se io seguo umilmente questa “luce gentile – kindly light”, per utilizzare la bella espressione del beato John Henry Newman, che mi pervade, mi illumina e mi “fa vedere”, contemplo come in uno specchio la vita del Figlio di Dio nei suoi misteri gioiosi, luminosi, dolorosi e gloriosi.

Contemplando la sua gloria « veniamo trasformati in quella medesima immagine ». È un itinerario sicuro e luminoso che in questo modo diventa misteriosamente anche il mio itinerario. Molto spesso questa preghiera semplice semplice, anche quando è recitata con devozione, si ritrova mescolata con le tante preoccupazioni della mia vita. Sono distrazioni pericolose? Assolutamente no! Sono solo la conseguenza inevitabile di una preghiera fatta nella situazione concreta della mia vita, nella quale entra però la vita stessa del Dio fatto uomo per trasformarla e trasfigurarla dal di dentro.

Prego e penso che devo pagare una fattura… Invece di arrabbiarmi, dirò: “Gesù aiutami a pagarla”. Prego e penso che devo andare a trovare la zia. Invece di arrabbiarmi: dirò “aiuta la zia”. Anzi: “aiutami ad aiutare la zia”. Uno dei criteri fondamentali di una autentica lettura della Parola di Dio è quello di considerarla rivolta a me e di vedervi in quello che dice, descrive e narra qualcosa che getta luce su ciò che mi accade. Così la contemplazione della vita del Signore Gesù è tanto più vera ed autentica, quanto più è legata, per così dire “mescolata”, con i fatti della mia vita.

Ai fatti miei – che mi preoccupano ed angustiano tanto – potrei pensarci da solo e sarebbe sterile ed anche angosciante: ben altro è il risultato di pensarci nella luce e alla presenza del Figlio di Dio e ua Madre!

Alla luce di una preghiera così, le parole della Scrittura non sono più parole lontane e “strane”, ma diventano sempre più familiari per chi impara a vivere una vita sempre meno diversa da quella che ha vissuto colui che della Bibbia è il vero protagonista: Gesù. Attraverso il Rosario, preghiera semplice ed umile, Maria ci prende per mano, ci conduce dolcemente e insensibilmente sulla via della santità che è la vita stessa del Figlio suo e ci introduce ai misteri del Libro Santo.


Il Santo del giorno: Sant’Antonio da Padova, sacerdote e Dottore della Chiesa

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 Don Piero Cantoni

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Don Pietro Cantoni nasce a Piacenza il 19 aprile 1950. Autore di numerose pubblicazioni, è stato professore stabile di teologia presso lo Studio Teologico Interdiocesano “Mons. Enrico Bartoletti” di Camaiore (LU). Fondatore della Fraternità san Filippo Neri nella diocesi Massa Carrara – Pontremoli, è membro del capitolo nazionale di Alleanza Cattolica e guida Esercizi ignaziani dal 1975.