Il pensiero del giorno

Lc 4,16-30
Don Piero Cantoni 11 mesi fa
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« [Gesù] venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto: Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi, a proclamare l’anno di grazia del Signore . Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: “Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato”. Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: “Non è costui il figlio di Giuseppe?”. Ma egli rispose loro: “Certamente voi mi citerete questo proverbio: “Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!””. Poi aggiunse: “In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elia, se non a una vedova a Sarepta di Sidone. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro”. All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino » (Lc 4,16-30).


Il giorno 12 settembre 2006 papa Benedetto XVI tiene un discorso nell’Aula Magna dell’Università di Ratisbona. Il tema centrale è tutto racchiuso in una frase che il papa raccoglie dalla penna di un imperatore bizantino medioevale, Manuele II Paleologo: « non agire secondo ragione, “sýn lógô”, è contrario alla natura di Dio ». Il Papa traccia magistralmente le grandi linee del processo che ha condotto l’Occidente ad allontanarsi dalla ragione metafisica.

Esso si produce attraverso un movimento di «deellenizzazione» del Cristianesimo che il pontefice scandisce in tre tappe: tre “onde”. Ma – ci dice con forza il Papa e questo è il cuore del suo messaggio – non è così: «non agire secondo ragione è contrario alla natura di Dio» e quindi anche contrario al Cristianesimo, la religione del Logos fatto carne. Perché oggi vi propongo una rilettura di questo famoso discorso di papa Benedetto? Perché non era un discorso “contro l’Islam”, come molti capirono allora e continuano a capire ancora oggi. Il papa aveva in mente soprattutto noi…

Che molti cristiani oggi contrappongano papa Benedetto e papa Francesco e invochino addirittura la violenza per risolvere il problema costituito dall’Islam è un chiaro esempio di non uso della ragione… La ragione esigerebbe di parlare di ciò che si conosce e chi parla così non ha letto questo discorso e conosce quello che insegna papa Francesco solo da quello che dicono i titoli di certi giornali. Dell’Islam non sanno praticamente nulla, ma quel che è peggio non sanno nulla nemmeno del Cristianesimo che dicono di professare. Gesù insegna il perdono e l’amore. San Paolo dice: « Non lasciarti vincere dal male, ma vinci il male con il bene » (Rm 12,21). Ma loro la pensano diversamente.

O accettano in pieno una libertà vuota e senza nessun principio, in cui è lecito offendere i valori più sacri, in cui c’è spazio per tutti tranne per chi ha una qualche certezza su realtà peraltro evidenti come il valore della famiglia e il diritto dei bambini ad avere un papà e una mamma; oppure pensano che per risolvere il problema dei rapporti con una religione che ha un miliardo e seicento milioni di seguaci non ci dev’essere nessun dialogo (cioè niente uso di ragione) ma solo la guerra… che, naturalmente, nessuno di loro avrebbe il coraggio di combattere!

Chi s-ragiona così non è più cristiano e sarebbe bene che la smettesse una buona volta di fingere di esserlo… Di che cosa ha bisogno? Di collirio: « Ti consiglio di comperare da me […] collirio per ungerti gli occhi e recuperare la vista » (Ap 3,18)


Il Santo del giorno: Sant’Elpidio, abate

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 Don Piero Cantoni

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Don Pietro Cantoni nasce a Piacenza il 19 aprile 1950. Autore di numerose pubblicazioni, è stato professore stabile di teologia presso lo Studio Teologico Interdiocesano “Mons. Enrico Bartoletti” di Camaiore (LU). Fondatore della Fraternità san Filippo Neri nella diocesi Massa Carrara – Pontremoli, è membro del capitolo nazionale di Alleanza Cattolica e guida Esercizi ignaziani dal 1975.