Il pensiero del giorno

Lc 7,36-50
Don Piero Cantoni 10 mesi fa
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« Uno dei farisei lo invitò a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. Ed ecco, una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, portò un vaso di profumo; stando dietro, presso i piedi di lui, piangendo, cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di profumo. Vedendo questo , il fariseo che l’aveva invitato disse tra sé: “Se costui fosse un profeta, saprebbe chi è, e di quale genere è la donna che lo tocca: è una peccatrice!”. Gesù allora gli disse: “Simone, ho da dirti qualcosa”. Ed egli rispose: “Di’ pure, maestro”. “Un creditore aveva due debitori: uno gli doveva cinquecento denari, l’altro cinquanta. Non avendo essi di che restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi di loro dunque lo amerà di più?”. Simone rispose: “Suppongo sia colui al quale ha condonato di più”. Gli disse Gesù: “Hai giudicato bene”. E, volgendosi verso la donna, disse a Simone: “Vedi questa donna? Sono entrato in casa tua e tu non mi hai dato l’acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai dato un bacio; lei invece, da quando sono entrato, non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non hai unto con olio il mio capo; lei invece mi ha cosparso i piedi di profumo. Per questo io ti dico: sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato. Invece colui al quale si perdona poco, ama poco”. Poi disse a lei: “I tuoi peccati sono perdonati”. Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: “Chi è costui che perdona anche i peccati?”. Ma egli disse alla donna: “La tua fede ti ha salvata; va’ in pace!” » (Lc 7,36-50).


Per capire meglio l’insegnamento racchiuso in questo brano dobbiamo avere davanti agli occhi due cose. La prima è che i commensali non sedevano sulle sedie come ai nostri giorni ma mangiavano distesi su dei lettini in modo tale che i loro piedi erano facilmente raggiungibili.

La seconda era che un padrone di casa era tenuto dalle regole della buona educazione a far lavare da un servitore i loro piedi impolverati e ad accoglierli con un bacio di pace. Gesù sottolinea la diversità del trattamento ricevuto da Simone, che non gli ha fatto lavare i piedi né gli ha dato il bacio di benvenuto e quello che gli sta riservando la donna che non ha cessato di lavargli i piedi con le sue lacrime, di cospargerli di baci e di profumo e di asciugarli con i suoi capelli. Simone ha giudicato Gesù in cuor suo: non può essere un profeta, altrimenti saprebbe che razza di donna è questa.

L’intervento di Gesù fa capire a Simone che non solo conosce i peccati della donna, ma è anche in grado di leggere i pensieri che lui coltiva nel suo cuore. La donna ama così tanto, in un modo che dall’esterno può perfino essere considerato esagerato, perché gli è stato perdonato molto. Il perdono non è stato causato dal suo amore, ma esattamente il contrario: è il perdono che produce questo amore nel suo cuore, un amore che esce allo scoperto con gesti corrispondenti (cfr. Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2712). Il cuore dell’insegnamento allora è proprio questo: la centralità del perdono e della misericordia che Gesù è venuto a portare e ad offrire.

Chi umilmente la accetta viene da essa trasformato e reso capace di amare, chi crede di non averne bisogno e non si apre al perdono rimane prigioniero del suo egoismo e dei suoi pensieri meschini.


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 Don Piero Cantoni

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Don Pietro Cantoni nasce a Piacenza il 19 aprile 1950. Autore di numerose pubblicazioni, è stato professore stabile di teologia presso lo Studio Teologico Interdiocesano “Mons. Enrico Bartoletti” di Camaiore (LU). Fondatore della Fraternità san Filippo Neri nella diocesi Massa Carrara – Pontremoli, è membro del capitolo nazionale di Alleanza Cattolica e guida Esercizi ignaziani dal 1975.