Il pensiero del giorno

Mt 5,1-12a
Don Piero Cantoni 9 mesi fa
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« Vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo: “Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati. Beati i miti, perché avranno in eredità la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli » (Mt 5,1-12a).


Che cosa ci ha portato Gesù di nuovo e straordinario? Ci ha portato Dio! Non però un Dio lontano e astratto come un “ideale” da costruire, ma un Dio vicino, talmente vicino che, se crediamo in lui, ci viene dato « potere di diventare figli di Dio » (Gv 1,12). Non però “figli di Dio” per metafora, come tante volte gli uomini hanno immaginato, ma in modo reale.

Il fatto che possiamo “diventarlo”, ci autorizza a parlare di “figli adottivi” rispetto a lui che era già Figlio prima ancora di nascere. Con una differenza però: mentre nelle vicende umane il figlio adottivo rimane irrimediabilmente diverso dai genitori, perché nelle sue vene non scorre il loro sangue, qui l’evento va preso con assoluto realismo: « Quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente!­ » (1Gv 3,1). La via che Gesù ci propone è quella dell’amore. Nell’amore i due amanti si fondono, ma rimanendo ciascuno diverso dall’altro…

La diversità è anzi l’indispensabile presupposto e la bellezza stessa dell’amore. I santi sono quelli che hanno preso sul serio questa chiamata e, ciascuno a modo suo, in modi diversissimi e meravigliosi nella loro diversità, l’hanno realizzata. O meglio: hanno permesso che Dio la realizzasse nella loro vita. Smettiamola una buona volta di mettere ostacoli alla volontà di Dio… Lasciamo che Dio ci ami fino in fondo, ci trasformi, ci divinizzi, ci faccia santi. Il resto sono solo delle chiacchiere…


Solennità di Ognissanti

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 Don Piero Cantoni

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Don Pietro Cantoni nasce a Piacenza il 19 aprile 1950. Autore di numerose pubblicazioni, è stato professore stabile di teologia presso lo Studio Teologico Interdiocesano “Mons. Enrico Bartoletti” di Camaiore (LU). Fondatore della Fraternità san Filippo Neri nella diocesi Massa Carrara – Pontremoli, è membro del capitolo nazionale di Alleanza Cattolica e guida Esercizi ignaziani dal 1975.