Il pensiero del giorno

Lc 20,27-38
Don Piero Cantoni 8 mesi fa
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« Gli si avvicinarono alcuni sadducei – i quali dicono che non c’è risurrezione – e gli posero questa domanda: “Maestro, Mosè ci ha prescritto: Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello . C’erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. Da ultimo morì anche la donna. La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie”. Gesù rispose loro: “I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe . Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui” » (Lc 20,27-38).


I Sadducei erano uno dei principali partiti che c’erano ai tempi di Gesù, assieme ai Farisei e agli Erodiani. I “Sadducei” raccoglievano l’aristocrazia sacerdotale, le loro famiglie e i loro adepti. Il loro nome viene o dal nome del sacerdote Sadoc del tempo di Davide (2Sam 8,17; 15,24) o dal termine ebraico che designa ‘il giusto’: צַדּיק – tzaddiq, oppure da entrambi.

La loro dottrina religiosa era molto più indulgente e ‘liberale’ rispetto a quella dei farisei. Accettavano come parola di Dio esclusivamente la Torah (cioè i primi cinque libri della Bibbia) e rifiutavano tutte le tradizioni più recenti come la credenza negli angeli e negli spiriti e la resurrezione della carne. Gesù risponde ai sadducei citando un testo del Pentateuco, l’unica Scrittura da loro accettata, in cui si parla della relazione che Dio intrattiene con i patriarchi Abramo, Isacco e Giacobbe e Dio « non è Dio dei morti, ma dei viventi! ».

L’amore, qualunque amore, se è autentico, è eterno. Gli sposi qui non devono pensare che nel “mondo nuovo” scomparirà il loro amore matrimoniale. Scomparirà solo il loro amore “biologico”. Chi è chiamato alla castità per il Regno dei cieli anticipa già su questa terra uno stato che sarà definitivo per tutti nel mondo dei risorti.


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 Don Piero Cantoni

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Don Pietro Cantoni nasce a Piacenza il 19 aprile 1950. Autore di numerose pubblicazioni, è stato professore stabile di teologia presso lo Studio Teologico Interdiocesano “Mons. Enrico Bartoletti” di Camaiore (LU). Fondatore della Fraternità san Filippo Neri nella diocesi Massa Carrara – Pontremoli, è membro del capitolo nazionale di Alleanza Cattolica e guida Esercizi ignaziani dal 1975.