Il pensiero del giorno

Gv 3,1-8
Don Piero Cantoni 2 mesi fa
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« Vi era tra i farisei un uomo di nome Nicodèmo, uno dei capi dei Giudei. Costui andò da Gesù, di notte, e gli disse: “Rabbì, sappiamo che sei venuto da Dio come maestro; nessuno infatti può compiere questi segni che tu compi, se Dio non è con lui”. Gli rispose Gesù: “In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio”. Gli disse Nicodèmo: “Come può nascere un uomo quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?”. Rispose Gesù: “In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito. Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall’alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito” » (Gv 3,1-8).


Nicodemo va da Gesù di notte. È il momento in cui i rabbini dispensano gli insegnamenti segreti. Nicodemo va dunque da Gesù per conoscere il nocciolo segreto del suo insegnamento. Ed ecco la risposta: «In verità, in verità ti dico, se uno non rinasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio» (Gv 3,3). Il testo greco ha «ánothen» «dall’alto», mentre la Volgata latina ha «denuo» «di nuovo».

I due testi, nella sostanza non si contraddicono: nascere per uno che è già nato vuol dire comunque nascere di nuovo. E non può essere lo stesso nascere, ma un nascere in altro modo. «Dall’alto» appunto. È forse possibile entrare di nuovo nel seno della madre? Chiede incredulo Nicodemo. Gesù risponde parlando di una nascita spirituale, ma non nega affatto il ruolo di una madre! La nascita è opera dello Spirito, ma una madre non è esclusa, anzi è richiesta dall’analogia della fede.

La relazione tra Maria e la Chiesa si è manifestata esplicitamente nel triduo santo: in quel brevissimo periodo intercorso tra la morte di Gesù e la sua Resurrezione, Maria rimase l’unica credente. Non l’unica a voler bene a Gesù: tutti i suoi discepoli rimasero affezionati al maestro: le pie donne, gli apostoli, perfino Giuda che, dopo aver compiuto, probabilmente per delusione, il terribile gesto del tradimento, poi si pentì di aver tradito l’amato Maestro.

Gli mancò però la fede nella sua infinita misericordia… L’unica a conservare la fede fu Maria, che, essendo l’unica credente, si identificò materialmente con la Chiesa, la ‘società dei credenti’. La Chiesa è, per così dire una creazione dello Spirito Santo: ecco il legame misterioso tra Maria, la Chiesa e lo Spirito Santo. Ma allora i credenti sono figli di Maria, della Chiesa o dello Spirito Santo?

Di tutte queste realtà misteriosamente legate, assolutamente diverse, ma analogicamente unite. La devozione a Maria è l’ingresso, facile e alla portata di tutti, in questo affascinante mistero dal triplice volto.


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 Don Piero Cantoni

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Don Pietro Cantoni nasce a Piacenza il 19 aprile 1950. Autore di numerose pubblicazioni, è stato professore stabile di teologia presso lo Studio Teologico Interdiocesano “Mons. Enrico Bartoletti” di Camaiore (LU). Fondatore della Fraternità san Filippo Neri nella diocesi Massa Carrara – Pontremoli, è membro del capitolo nazionale di Alleanza Cattolica e guida Esercizi ignaziani dal 1975.