Il pensiero del giorno

Gv 6,1-15
Don Piero Cantoni 3 mesi fa
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« Dopo questi fatti, Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei. Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: “Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?”. Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: “Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo”. Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: “C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?”. Rispose Gesù: “Fateli sedere”. C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini. Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano. E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: “Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto”. Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato. Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: “Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!”. Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo » (Gv 6,1-15).


Qui vediamo che Gesù resiste ai tentativi della folla di farlo Re. Non perché effettivamente non lo sia: il Messia è Sacerdote, Re e Profeta. Dobbiamo aggiungere però: è il vero Sacerdote, il vero Re e il vero Profeta. Cioè come Dio vuole, non come se l’aspettano gli uomini. La folla lo cercava e pensava: ecco il Messia che ci vuole, quando gli chiediamo una cosa lui ce la dà!

Oggi la Chiesa è sottoposta alla stessa tentazione, quella cioè di essere non la Chiesa che vuole Dio, ma quella che desiderano gli uomini. Notiamo che i desideri degli uomini sono svariati e contrastanti: c’è chi vuole una Chiesa rigida e chi vuole una Chiesa morbida; chi la vuole legata al passato e chi la vuole proiettata al futuro; chi la vuole disposta a cambiare e chi la vuole assolutamente immutabile.

Il problema vero è uno solo: accettare la Chiesa così come Dio la vuole, perché è lei il punto di riferimento indiscutibile, insindacabile e “infallibile” che noi tutti cerchiamo. Ciò che Dio vuole è al di là di quello che possiamo fare: questo non facciamo fatica a comprenderlo. È al di là di quello che possiamo meritare: questo è un po’ più difficile, perché – in fondo in fondo – il risultato vorremmo meritarcelo con le nostre forze, riceverlo come un regalo immeritato contrasta con il nostro orgoglio.

Ma è anche al di là di quello che noi possiamo desiderare… Immaginiamo pure le cose più belle e desiderabili: Dio è sempre al di là e Lui ci vuole divinizzare!


Il Santo del giorno: San Fedele da Sigmaringen, sacerdote e martire

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Autore

 Don Piero Cantoni

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Don Pietro Cantoni nasce a Piacenza il 19 aprile 1950. Autore di numerose pubblicazioni, è stato professore stabile di teologia presso lo Studio Teologico Interdiocesano “Mons. Enrico Bartoletti” di Camaiore (LU). Fondatore della Fraternità san Filippo Neri nella diocesi Massa Carrara – Pontremoli, è membro del capitolo nazionale di Alleanza Cattolica e guida Esercizi ignaziani dal 1975.