Il pensiero del giorno: Mt 10,7-13

Don Piero Cantoni 1 settimana fa
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« Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento. In qualunque città o villaggio entriate, domandate chi là sia degno e rimanetevi finché non sarete partiti. Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa; ma se non ne è degna, la vostra pace ritorni a voi » (Mt 10,7-13).

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Per capire il brano dobbiamo mettere davanti ai nostri occhi l’affermazione di Gesù: « Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità » (10,1). « [D]iede loro potere », meglio: « diede loro autorità [ἐξουσίαν: exusìa – magistratura, carica pubblica, autorità]». Curate i malati, risuscitate i morti, scacciate i demòni. Gesù è il Re che viene: annunciando il Regno di Dio, proclama la sua venuta. Manifesta la sua autorità mostrando il suo dominio sulle forze della natura disordinate che danno origine alle malattie e sugli agenti del disordine del mondo: i demòni. Le folle sono come pecore senza pastore (Mt 9,36), perché coloro che detengono l’autorità in Israele – i sacerdoti e gli scribi – non accettano la venuta del Re e la sua legittima autorità, considerano il suo insegnamento una bestemmia (Mt 9,3) e attribuiscono il suo potere all’alleanza con Satana (Mt 9,34).

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Per questo Gesù – ed è il cuore del suo insegnamento – decide di rinnovare l’autorità rifiutata in Israele scegliendo dodici suoi rappresentanti che dovranno come riformare il popolo di Dio ad immagine dei dodici patriarchi. Li rende partecipi della sua stessa autorità, nell’insegnamento (Mt 7,28-29) e nella capacità di guarire e scacciare i demòni (Mt 8,9.32; 9,6.8.33). L’autorità sulle malattie e sui demòni non è scomparsa dal mondo, ma è venuta con Gesù ed è rimasta nell’autorità della Chiesa, attraverso la successione apostolica. Il ministero dei malati non è qualcosa di secondario nella sua attività – la nascita e lo sviluppo degli ospedali è uno degli esempi più fulgidi della civiltà cristiana ed ancora oggi uno dei campi di azione più importanti della sua espansione missionaria.

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Così come il ministero degli esorcismi. L’uno e l’altro si sommano e culminano nel ministero della riconciliazione. È sul peccato che l’autorità di Gesù manifesta il suo dominio onnipotente. È con la misericordia infatti che l’onnipotenza di Dio si rende visibile: « È proprio di Dio usare misericordia e specialmente in questo si manifesta la sua onnipotenza » (san Tommaso d’Aquino, Summa Theologiæ, II-II, q. 30, a. 4).

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