Il pensiero del giorno: Mt 12,1-8

Don Piero Cantoni 2 anni fa
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« In quel tempo Gesù passò, in giorno di sabato, fra campi di grano e i suoi discepoli ebbero fame e cominciarono a cogliere delle spighe e a mangiarle. Vedendo ciò, i farisei gli dissero: “Ecco, i tuoi discepoli stanno facendo quello che non è lecito fare di sabato”. Ma egli rispose loro: “Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Egli entrò nella casa di Dio e mangiarono i pani dell’offerta, che né a lui né ai suoi compagni era lecito mangiare, ma ai soli sacerdoti. O non avete letto nella Legge che nei giorni di sabato i sacerdoti nel tempio vìolano il sabato e tuttavia sono senza colpa? Ora io vi dico che qui vi è uno più grande del tempio. Se aveste compreso che cosa significhi: Misericordia io voglio e non sacrifici , non avreste condannato persone senza colpa. Perché il Figlio dell’uomo è signore del sabato” » (Mt 12,1-8).

Che cosa sta al centro della nostra fede? Che cosa è veramente importante? Al cuore sta una persona. La nostra vita si riduce tutta ad un rapporto personale con il Signore Gesù. « Per me […] il vivere è Cristo » (Fil 1,21). « Voi infatti siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio! Quando Cristo, vostra vita, sarà manifestato, allora anche voi apparirete con lui nella gloria » (Col 3,3-4). « […] non vivo più io, ma Cristo vive in me » (Gal 2,20). Non potremo mai trovare pace se non mettiamo ordine e non si può mettere ordine se non si trova il principio attorno a cui organizzare tutto. Il principio è una Persona: il Signore Gesù. È attorno a lui, in funzione di lui, partendo da lui che si può mettere ordine. Dobbiamo stare attenti però: ordine non è dialettica. Gesù non dice di buttare il sabato nel cestino: dice che Lui è più importante del sabato. Questo ha mille applicazioni.

L’amore è più importante dei dogmi… Ma questo non vuol dire che i dogmi vadano buttati nel cestino… I dogmi definiti in modo straordinario sono più importanti del magistero ordinario, ma questo non vuol dire che possiamo farci beffe del magistero ordinario. L’amore del prossimo è più importante della liturgia, ma questo non significa che la possiamo tranquillamente trascurare. L’obbedienza a Dio è più importante dell’obbedienza al Papa, ma se rispettiamo il Papa, lo ascoltiamo con devozione e non ci permettiamo di chiamarlo “Bergoglio”, non vuol dire che siamo “bigotti” e “papolatri”.  Il fatto che una cosa venga dopo un’altra non vuol dire che non conti nulla. Certamente il nostro prossimo è meno importante di Dio! Ma « Chi […] non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede » (1Gv 4,20). Certamente la natura umana di Gesù è meno importante della sua natura divina, ma se non amiamo la “carne” di Gesù non possiamo dire di amare veramente Dio: « Sono apparsi infatti nel mondo molti seduttori, che non riconoscono Gesù venuto nella carne. Ecco il seduttore e l’anticristo! » (2Gv 1,7). Bisogna imparare a mettere ogni cosa al suo posto! Cercare Gesù vuol dire lasciarlo entrare nella nostra vita e lasciare che lui vi metta ordine. L’ordine è pace.

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 Don Piero Cantoni

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Don Pietro Cantoni nasce a Piacenza il 19 aprile 1950. Autore di numerose pubblicazioni, è stato professore stabile di teologia presso lo Studio Teologico Interdiocesano “Mons. Enrico Bartoletti” di Camaiore (LU). Fondatore della Fraternità san Filippo Neri nella diocesi Massa Carrara – Pontremoli, è membro del capitolo nazionale di Alleanza Cattolica e guida Esercizi ignaziani dal 1975.