Il pensiero del giorno: Mt 13,10-17

Don Piero Cantoni 2 anni fa
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« Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: “Perché a loro parli con parabole?”. Egli rispose loro: “Perché a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Infatti a colui che ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha. Per questo a loro parlo con parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono. Così si compie per loro la profezia di Isaia che dice: Udrete, sì, ma non comprenderete, guarderete, sì, ma non vedrete. Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile, sono diventati duri di orecchi e hanno chiuso gli occhi, perché non vedano con gli occhi, non ascoltino con gli orecchi e non comprendano con il cuore e non si convertano e io li guarisca!  Beati invece i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. In verità io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono! » (Mt 13,10-17).

 

La dottrina cristiana non è “esoterica”, cioè per pochi eletti. Se pochi la accolgono e la capiscono non è per colpa della dottrina, ma a causa della chiusura del loro cuore. È il senso del detto che sembra contraddire radicalmente ogni senso naturale di giustizia: « a colui che ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha ».  Come già visto, quando Gesù afferma qualcosa di apparentemente assurdo, vuol dire che ci vuole insegnare un punto particolarmente importante, che esige da parte nostra un superamento di livello. A chi ha voglia di capire e si sforza per questo, cercando di fare subito quel poco che ha capito, gli verrà fatto il dono di un vero rinnovamento generale. Ma a chi non ha voglia di capire e pensa di saperne già abbastanza, perché si accontenta di quello che ha e di quello che è, verrà tolto anche quello che ha e che è…

« Mentre mediti la parola, all’improvviso ti si rende chiaro, luminoso, un punto in cui senti che devi cambiare. Per esempio senti tutto l’orrore di dire bugie a tua moglie o tuo marito, ai fratelli e sorelle di comunità con i quali vivi. Se tu dici: “Eccomi, sono pronto Signore”, smetti di dire bugie. Sperimenti subito che anche tutti gli altri difetti che hai diminuiscono di virulenza e gusti la libertà dal male. Se invece, al contrario, cedi su un punto negativo di vita, sperimenti l’infelicità di chi potrebbe vivere e non vive. Ti è chiara la frase: “A chi non ha viene tolto anche ciò che ha”? » (don Oreste Benzi).

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 Don Piero Cantoni

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Don Pietro Cantoni nasce a Piacenza il 19 aprile 1950. Autore di numerose pubblicazioni, è stato professore stabile di teologia presso lo Studio Teologico Interdiocesano “Mons. Enrico Bartoletti” di Camaiore (LU). Fondatore della Fraternità san Filippo Neri nella diocesi Massa Carrara – Pontremoli, è membro del capitolo nazionale di Alleanza Cattolica e guida Esercizi ignaziani dal 1975.