Il pensiero del giorno: Mt 6,19-23

Don Piero Cantoni 2 anni fa
Prima pagina  /  Spiritualità  /  Il pensiero del giorno  /  Il pensiero del giorno: Mt 6,19-23

« Non accumulate per voi tesori sulla terra, dove tarma e ruggine consumano e dove ladri scassìnano e rubano; accumulate invece per voi tesori in cielo, dove né tarma né ruggine consumano e dove ladri non scassìnano e non rubano. Perché, dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore. La lampada del corpo è l’occhio; perciò, se il tuo occhio è semplice, tutto il tuo corpo sarà luminoso; ma se il tuo occhio è cattivo, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanto grande sarà la tenebra! » (Mt 6,19-23).

+

Arrivato a questo punto, Gesù introduce una mini-parabola (una mini-similitudine) tutta incentrata sull’ “occhio”. L’occhio è una manifestazione dell’anima, in cui l’anima esprime quello che desidera e gli piace (cfr. 1Re 20,6; Lam 2,4; Ez 24,16.21.25). Qui Gesù ci invita a fare il confronto tra due modi di guardare alle ricchezze e ai beni di questo mondo, anzi – in fondo – a due modi di guardare qualunque cosa ci si pone davanti, cose o persone. L’occhio cattivo allude al fatto che le cose e le persone sono viste come beni da sfruttare, mezzi per ottenere quello che ci piace, strumenti per soddisfare il proprio io. « Non amate il mondo, né le cose del mondo! Se uno ama il mondo, l’amore del Padre non è in lui; perché tutto quello che è nel mondo – la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita – non viene dal Padre, ma viene dal mondo. E il mondo passa con la sua concupiscenza; ma chi fa la volontà di Dio rimane in eterno! » (1Gv 2,15-17: cfr. Pr 27,20).

+

L’occhio buono al contrario è pieno di stupore e generosità « Chi è generoso [letteralmente: “l’occhio buono”] sarà benedetto, perché egli dona del suo pane al povero » (Pr 22,9). Gesù dice che l’occhio è « la lampada del corpo », dove il termine “corpo”, come spesso succede nella Bibbia, sta per tutta la persona nella sua debolezza e fragilità. Il modo con cui guardiamo alle cose e alle persone influenza tutto il nostro essere, facendolo cadere nelle tenebre o ponendolo nella luce. Tutto quello che mi circonda è per me motivo di desiderio concupiscente o suscita in me il desiderio di amare? Vedo le cose come mezzi per amare o come strumenti per soddisfare il mio desiderio di potere? Guardo alle persone con desiderio di servirle con amore e per amore o per soddisfare il mio desiderio di potere e le spinte della lussuria che alberga nelle mie membra?

+

 

Categorie:
  Il pensiero del giorno, Spiritualità
Autore

 Don Piero Cantoni

  (1347 Articoli)

Don Pietro Cantoni nasce a Piacenza il 19 aprile 1950. Autore di numerose pubblicazioni, è stato professore stabile di teologia presso lo Studio Teologico Interdiocesano “Mons. Enrico Bartoletti” di Camaiore (LU). Fondatore della Fraternità san Filippo Neri nella diocesi Massa Carrara – Pontremoli, è membro del capitolo nazionale di Alleanza Cattolica e guida Esercizi ignaziani dal 1975.