Cento anni

Marco Invernizzi 2 mesi fa
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1917-2017. Un secolo fa, a Fatima, avveniva la prima apparizione della Madonna ai tre pastorelli, due dei quali sabato 13 maggio Papa Francesco ha dichiarato santi, durante una Messa celebrata davanti a quasi un milione di fedeli. La sua omelia è stata incentrata sulla speranza e sulla missionarietá. La speranza si fonda sul fatto che abbiamo una Madre che ci protegge e che ha accompagnato la storia della Chiesa e del mondo in modo particolare in questi cento anni. La Chiesa ha risposto alle richieste di Fatima e la canonizzazione ne è una conferma. Lo ha fatto con i tempi lunghi, caratteristici del modo di operare del Corpo di Cristo, ma lo ha fatto, consacrando al Cuore di Maria il mondo e quei popoli, la Russia, che avevano un particolare bisogno della protezione di Maria, come disse San Giovanni Paolo II il 25 marzo 1984 in piazza San Pietro, davanti alla statua della Madonna fatta arrivare appositamente da Fatima. Suor Lucia, anni dopo, nel 1989, ha confermato come questa consacrazione sia stata accolta dal Cielo.

La straordinaria omelia di Papa Francesco ci invita alla missione, a uscire da noi stessi, a farci carico di portare nel mondo la speranza che proviene dal mistero di Fatima. «La vita può sopravvivere solo grazie alla generosità di un’altra vita», ha detto il Santo Padre, perché «Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto (Gv 12,24): lo ha detto e lo ha fatto il Signore, che sempre ci precede».

Rileggendo il contenuto delle parole della Madonna a Fatima e quelle dei pastorelli comprendiamo la verità di questo appello all’apostolato, perché ci sono molti che vanno all’inferno in quanto nessuno prega e si sacrifica per loro, che è uno dei punti centrali del mistero di Fatima. Per questo Maria ha chiesto penitenza e preghiera, la pratica dei primi sabati del mese e la consacrazione del mondo da parte del Papa e dei vescovi in comunione con Lui. Soprattutto, ci chiede di farci carico dei problemi e di non rassegnarci alla nostra stanchezza.

Come ha detto il mariologo Stefano De Fiores, non possiamo ridurre le apparizioni a un fatto esclusivamente devozionale. Esse ci permettono di giudicare il secolo XX, come disse il card. Ratzinger nel 2000 commentando la rivelazione della terza parte del segreto, ma ci aiutano anche a leggere il presente e il futuro, come lo stesso disse dieci anni dopo, da Pontefice, a Fatima per la beatificazione dei bambini oggi riconosciuti santi.

Il mistero di Fatima ci aiuta a comprendere il passato, a vivere nel presente e ci consente anche di guardare con speranza al futuro. “Infine il Mio cuore immacolato trionferà“, ha promesso la Madonna, e questa speranza riguarda un tempo storico che si realizzerà anche grazie alla conversione della Russia. La storia del popolo russo, infatti, è strettamente legata a Fatima. Pochi giorni dopo l’ultima apparizione del 13 ottobre avvenne la rivoluzione bolscevica in Russia, che la Madonna aveva anticipato affermando che la Russia avrebbe diffuso i suoi errori nel mondo. Ma poi la Russia si convertirà, grazie alla risposta di molti agli appelli alla penitenza e alla conversione, e la sua conversione sarà in qualche modo legata al trionfo del Cuore di Maria nel mondo. Come e quando non ci è dato di sapere, ma certamente ogni persona può fare la sua parte per anticipare questi eventi.

Da parte nostra ringraziamo per quanto avvenuto il 13 maggio a Fatima, per le parole del Santo Padre e per le due canonizzazioni. In molte città italiane, Alleanza Cattolica ha ricordato questo centenario con proprie iniziative o partecipando a quelle diocesane. Tuttavia, il centenario continua e il mistero di Fatima rimane a illuminare il nostro tempo. Cerchiamo di non essere spettatori passivi.

Marco Invernizzi

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 Marco Invernizzi

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