Papa Francesco ferma la “via cattolica” all’eutanasia

Il caso dei Fratelli della carità in Belgio, un segnale inequivocabile a favore della vita. Il mandato del Pontefice pone profeticamente i cattolici contro una legge iniqua e disumana votata da un Paese europeo
Pierluigi Zoccatelli 4 mesi fa
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di PierLuigi Zoccatelli

 

Come riportato dall’agenzia di stampa Catholic News Service, Papa Francesco ha dato ordine alla congregazione belga dei Fratelli della carità – un istituto religioso fondato dal servo di Dio Pierre-Joseph Triest (1760-1836), sacerdote per il quale nel 2001 è stato aperto il processo di beatificazione, la cui vocazione è la cura e l’assistenza degli anziani, dei malati psichiatrici e dei disabili, nonché l’istruzione soprattutto di ciechi e sordomuti – di cessare entro la fine di agosto il permesso all’eutanasia ai pazienti psichiatrici nei propri centri sanitari. In Belgio, infatti, i Fratelli della carità gestiscono 15 ospedali, per un totale di oltre 5mila posti letto.

Ne ha dato notizia il superiore generale della congregazione, fratel René Stockman F.C., sacerdote e psichiatra, precisando che il Papa ha dato la personale approvazione alla richiesta vaticana inoltrata ai Fratelli della carità, con la quale – a seguito di un’indagine congiunta svolta dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, e dalla Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le società di Vita Apostolica – si richiede che tutti i religiosi facenti parte dei consigli che gestiscono gli ospedali dell’istituto, debbano fare pervenire al proprio superiore generale – sotto pena di sanzione canonica – una lettera con la quale sottoscrivono il «pieno supporto alla posizione del magistero della Chiesa Cattolica, il quale ha sempre confermato che la vita umana va rispettata e protetta in maniera assoluta, dal momento del concepimento alla morte naturale».

La decisione fa seguito a un contenzioso interno alla congregazione dei Fratelli della carità, dopo che, nell’aprile 2017, sul sito del ramo belga della congregazione è stato pubblicato un documento che apriva per la prima volta all’eutanasia. A questa dichiarazione ha reagito immediatamente padre Stockman, il quale ha perciò fatto ricorso alle autorità vaticane, fino alla recente decisione di Papa Francesco a favore dell’immutabilità della posizione sul fine vita. In quell’occasione il superiore generale dei Fratelli della carità ha detto: «Disapprovo completamente questa decisione. È incompatibile con la visione della nostra congregazione. Il rispetto dell’inviolabilità dell’essere umano è di importanza capitale; noi consideriamo questa inviolabilità come assoluta».

Come illustrato sulla base di dati statistici, più di 2mila persone l’anno vengono attualmente uccise attraverso l’eutanasia in Belgio (con un ritmo di crescita decuplicato nell’arco di un decennio), dove la pratica è stata legalizzata nel 2002 – e dal 2013 estesa anche ai minori –, secondo Stato dopo i Paesi Bassi a permettere la pratica dai tempi della Germania nazionalsocialista. Nel 2016 la casa di riposo cattolica Sant’Agostino a Diest è stata condannata a pagare una penale per non avere permesso che una propria paziente venisse uccisa con l’iniezione letale.

Il mandato di Papa Francesco ai religiosi dei Fratelli della carità pone dunque profeticamente i cattolici in opposizione a una legge iniqua e disumana votata da un Paese europeo.

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