In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei. ((Lc 1,26-38)
Nei secoli passati, per esempio, a Firenze fino al 1749, l’anno civile iniziava il 25 marzo: con il Mistero dell’Incarnazione, tutto si rinnova. Nella storia entra il Verbo di Dio per orientarla verso la perfezione del disegno eterno del Padre. Sorprendentemente questo ingresso avviene attraverso l’adesione totale di una giovane donna, Maria Santissima. A Lei ogni uomo è infinitamente grato perché la sua libertà ha aperto la strada alla nostra Redenzione alla quale ha offerto una cooperazione unica, insostituibile, sublime, necessaria ex congruo. In un memorabile sermone, san Bernardo di Chiaravalle, dottore mariano per eccellenza, immagina i sentimenti della Madre di Dio dopo l’annuncio dell’Angelo e prima di dare la sua risposta. Dichiara il Doctor mellifluus: «Anche noi, o Signora, miseramente gravati come siamo da una sentenza di condanna, aspettiamo da te una parola compassionevole. Ti viene offerto il prezzo della nostra salvezza: se sei d’accordo, noi saremo immediatamente liberati. Questa risposta, o Vergine pietosa, attende in pianto Adamo cacciato dal paradiso insieme con la sua misera prole. Questa risposta attende da te l’umanità intera, prostrata ai tuoi piedi. Alzati, corri, apri! Alzati con la tua fede, corri con la tua disponibilità, apri col tuo consenso!». Al di là del valore artistico che rende questo discorso un pezzo di bravura letteraria, questa meditazione è molto significativa dal punto di vista teologico, in quanto ci induce a pensare al ruolo eccelso di Maria nella storia della salvezza. Il “sì” di Maria in latino si dice fiat. Bernardo leggeva la Bibbia in latino. Osserva acutamente che quella parola ha una sfumatura nella lingua latina che ben si addice ai sentimenti dell’anima della Madonna. Fiat esprime sincero desiderio, adesione del cuore, preghiera che si fa assenso. Bernardo non si sbagliava: la lingua originale del Vangelo di Luca è il greco. Luca è l’evangelista che ha raccolto le confidenze di Maria. Egli riporta le parole della Madonna in una coniugazione verbale particolarissima di quella lingua, l’ottativo, il modo verbale che si usa quando si desidera ardentemente che qualcosa avvenga. Detto in altre parole: alla vocazione ricevuta, la Madonna ha espresso il suo consenso con gioia e fiducia sicché la volontà del Padre e la sua si sono fusi in unico desiderio: l’Incarnazione del Figlio di Dio e la salvezza degli uomini.
