In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:«Avete inteso che fu detto: “Occhio per occhio” e “dente per dente”. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l’altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due. Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle». (Mt 5,38-4)
Nostro Signore Gesù Cristo invita i suoi discepoli a superare la cosiddetta “legge del taglione” in vigore presso il popolo dell’Antica Alleanza e ancor oggi praticata in molti contesti culturali: essa è stata introdotta per impedire vendette personali ed efferate. Tuttavia, non è sufficiente: occorre “vincere il male con il bene” mostrando agli aggressori, ai prepotenti, ai violenti un cuore libero da ogni sentimento di rivalsa e di risentimento spezzando, così, la catena dell’odio. Sant’Agostino che ha commentato l’intero Discorso della Montagna afferma che le prescrizioni del Signore non vanno intese letteralmente ma interpretate spiritualmente: sono un’esortazione a purificare continuamente il cuore da ogni sentimento ostile anche verso i malvagi e i persecutori. Lo stesso Gesù – annota l’Ipponense – quando fu schiaffeggiato durante il processo, non porse l’altra guancia, ma chiese con mitezza: “perché mi percuoti?”. San Tommaso d’Aquino scrisse: «Questo precetto esorta ad essere pronti a sopportare, se è necessario, cose simili o peggiori senza amarezza nei confronti dell’aggressore». In altre parole, le parole di Gesù non giustificano un pacifismo ingenuo e dannoso. E occorre pure distinguere l’offesa perpetrata nei confronti del singolo da quella esercitata contro la comunità: se nel primo caso è lecito astenersi dalla difesa, nell’altro, invece, è doveroso reagire proporzionalmente. Questo testo del Vangelo è ben illustrato dalle parole del prefazio della II Preghiera eucaristica della Riconciliazione: «Riconosciamo il tuo amore di Padre quando pieghi la durezza dell’uomo, e in un mondo lacerato da lotte e discordie lo rendi disponibile alla riconciliazione. Con la forza dello Spirito tu agisci nell’intimo dei cuori, perché i nemici si aprano al dialogo, gli avversari si stringano la mano e i popoli si incontrino nella concordia. Per tuo dono, o Padre, la ricerca sincera della pace estingue le contese, l’amore vince l’odio e la vendetta è disarmata dal perdono».
