La domenica, una questione antropologica

“… il riposo è cosa « sacra », essendo per l’uomo la condizione per sottrarsi al ciclo, talvolta eccessivamente assorbente, degli impegni terreni e riprendere coscienza che tutto è opera di Dio”
Marco Invernizzi 2 anni fa
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di Marco Invernizzi

Sembra una parola troppo difficile, antropologia, ma in realtà significa una cosa molto semplice: per comprendere l’attuale dibattito sulla proposta di legge relativa alla chiusura dei negozi nelle domeniche e nei giorni festivi (tranne che nei luoghi turistici e artistici) bisogna interrogarsi su quale concezione dell’uomo abbiamo.
Chi è l’uomo:una macchina da lavoro, un consumatore, oppure una persona che lavora, che consuma, ma che fa tutto questo attraverso le relazioni che costruisce nel tempo, anzitutto con i suoi cari, familiari e amici, ai quali appunto dedica un “tempo”, la domenica, nel quale “fare festa”?

“… il riposo è cosa « sacra », essendo per l’uomo la condizione per sottrarsi al ciclo, talvolta eccessivamente assorbente, degli impegni terreni e riprendere coscienza che tutto è opera di Dio” (san Giovanni Paolo II, Dies Domini, 31 maggio 1998).

Non è necessario essere cristiani per capire l’importanza della domenica, o ebrei per il sabato celebrato con lo shabbat, il riposo assoluto, basta riconoscere che l’uomo ha naturalmente bisogno di questo tempo. Certamente il cristianesimo ha contribuito a rendere sacra la domenica, anzitutto attraverso il sangue dei martiri che hanno perso la vita per sostenere che “senza la cena del Signore non avrebbero potuto vivere” e poi, nel corso della Prima evangelizzazione, quando la domenica è stata accolta dalla legislazione civile come appunto il giorno della festa e del riposo, nel quale i credenti potevano partecipare alla celebrazione del sacrificio e della resurrezione del Signore.
Se i Paesi comunisti, in alcuni casi, hanno tentato di cancellare l’idea stessa della domenica per sradicare i popoli dalle tradizioni cristiane, oggi, nell’epoca postideologica, la scristianizzazione del costume ha ottenuto risultati simili senza nessuna imposizione violenta, semplicemente svuotando progressivamente il significato del “tempo”,del riposo, della domenica.
Certamente i primi responsabili siamo noi cristiani perché non abbiamo difeso la domenica e la festa dal laicismo che abbiamo lasciato penetrare dentro le nostre abitudini. Quindi non possiamo pensare che il rimedio possa venire soltanto da una legge dello Stato che limiti l’apertura domenicale dei negozi. Il rimedio consiste in una lunga e difficile azione culturale che penetri in profondità nel corpo sociale e riesca a modificarne le abitudini, mettendo al centro “la” domenica come il giorno del Signore per i credenti e il giorno della festa e del riposo per tutti.

Tuttavia non dobbiamo neanche disprezzare questo segnale. Se il governo italiano si appresta a varare una legge che decide la parziale chiusura domenicale dei negozi, credo che dobbiamo prendere l’iniziativa come una buona notizia. Ci saranno doverose eccezioni, ma saranno appunto eccezioni. Il Vangelo stesso ci mostra Gesù attento a non considerare il riposo del sabato come un impedimento a fare il bene: la pasticceria aperta la domenica per permettere alle famiglie di festeggiare con una torta è appunto un servizio, non una contraddizione. E così per altri esempi.

Mercoledi, 12 settembre 2018

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 Marco Invernizzi

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Marco Invernizzi nasce a Milano nel 1952. Nel 1977 si laurea in filosofia all'Università Cattolica del Sacro Cuore con una tesi su Il periodico "Fede e Ragione" nell'ambito della storia del Movimento Cattolico italiano dal 1919 al 1929, relatore il professor Luigi Prosdocimi. Dopo gli studi universitari continua ad approfondire, in modo non puramente intellettualistico - dal 1972 milita in Alleanza Cattolica, della quale è stato responsabile per la Lombardia e per il Veneto fino al 2016-, le vicende del movimento cattolico in Italia. Ha pubblicato, fra l'altro, L'Unione Elettorale Cattolica Italiana. 1906-1919. Un modello di impegno politico unitario dei cattolici(Cristianità, Piacenza 1993); La Chiesa, la politica, il potere attraverso i secoli (contributo a Processi alla Chiesa. Mistificazione e apologia, a cura di Franco Cardini, Piemme, Casale Monferrato 1994); e, con altri, I Papi del nostro secolo, parte prima Da Leone XIII a Pio XII (Italica Libri/Editoriale del Drago, Milano 1991); e Guida introduttiva alla storia della Chiesa cattolica (Mimep-Docete, Pessano [Milano]). Collabora a Cristianità e ad altre riviste e quotidiani. Dal 1989 conduce a Radio Maria la trasmissione settimanale La voce del Magistero. Nella linea di quanto già edito si pone Il movimento cattolico in Italia dalla fondazione dell'Opera dei Congressi all'inizio della seconda guerra mondiale (1874-1939), un'opera di sintesi in cui viene ripercorsa la storia del movimento cattolico, con particolare attenzione alle sue espressioni politiche, dalla Breccia di Porta Pia alla vigilia del secondo conflitto mondiale. Dal 28 maggio 2016 è Reggente Generale di Alleanza Cattolica. Facebook - Instagram - Cathopedia