Enoc: «Per Alfie il Papa mi ha chiesto di fare il possibile e l’impossibile»

Alleanza Cattolica 2 anni fa
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Da Avvenire del 20/04/2018. Foto da Wikipedia

«Si va alla prossima settimana, quasi sicuramente, e non è affatto detto che accetteremo di procedere con un’udienza». La portavoce della Corte Suprema del Regno Unito liquida con queste poco rassicuranti parole il prossimo passo legale nella lunga battaglia che stanno conducendo i genitori di Alfie, il piccolo di due anni, affetto da una malattia degenerativa ancora sconosciuta. D’altra par-te il giudice Nigel Davis, della Corte d’Appello, l’aveva detto chiaramente a papà Thomas Evans: «Non puoi continuare a tornare qui…».

Una battuta la cui sostanza è confermata ora dalla Corte Suprema, che non esclude addirittura di non accettare di discutere il disperato ricorso dei genitori. È possibile che se la Corte dirà no Tom e Kate Evans dovranno tornare alla Corte europea dei diritti umani di Strasburgo. Dopo l’incontro di papà Tom col Papa mercoledì a Roma, hanno però preso nuova forza le vie diplomatiche per risolvere lo spinosissimo caso.

La richiesta di Francesco «di dare asilo ad Alfie così che possa essere portato in Vaticano» – cioè al Bambino Gesù – si somma all’iniziativa della Farnesina presso il Ministero degli Esteri britannico perché «sia accolto il desiderio dei genitori» e il bambino venga trasferito all’ospedale pediatrico romano che già dall’estate scorsa aveva dato la sua disponibilità adaccoglierlo. «Il Santo Padre mi ha chiesto di fare il possibile e l’impossibile per Alfie» ha detto ieri Mariella Enoc, presidente dell’ospedale, in un’intervista aVatican News.

«Ho incontrato Tom Evans e gli ho consegnato una lettera nella quale esprimiamo il desiderio di una collaborazione stretta con i medici dell’ospedale inglese al fine di curare al meglio Alfie e anche la disponibilità a pagare tutte le spese di trasporto del bambino ». Mariella Enoc ha anche parlatodi «due lettere» inviate a Liverpool: «Una indirizzata al papà» in cui «chiediamo di fare un’alleanza insieme» ai medici inglesi «per poter continuare almeno un percorso diagnostico», mentre l’altra è «una nota di approfondimento » dei «nostri medici» in cui spiegano «il desiderio di prenderci in cura il bambino». Ieri ha offerto la sua disponibilità anche l’Ospedale pediatrico Gaslini di Genova.

Silvia Guzzetti

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