La forza generativa della Prima Comunione

È solo ricevendo il Pane eucaristico che possiamo esclamare: «Dio è nostro Padre, Gesù è nostro Fratello, la Chiesa è la nostra famiglia, noi siamo fratelli, la nostra legge è l’amore»
Michele Brambilla 1 anno fa
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di Michele Brambilla

Nell’udienza dell’8 maggio, Papa Francesco ripercorre brevemente il viaggio apostolico, appena terminato, in Bulgaria e in Macedonia del Nord (5-7 maggio). Il Pontefice è rimasto colpito sia dal senso di accoglienza degli abitanti, sia dal grande amore che quei popoli mostrano per il sacerdozio e per l’Eucaristia. «Anche oggi c’è bisogno di evangelizzatori appassionati e creativi», dice il Pontefice, «perché il Vangelo raggiunga quanti ancora non lo conoscono e possa irrigare di nuovo le terre dove le antiche radici cristiane si sono inaridite. Con questo orizzonte ho celebrato due volte l’Eucaristia con la comunità cattolica in Bulgaria e l’ho incoraggiata ad essere speranzosa e generativa». Particolarmente significativa è stata la Messa celebrata nella chiesa del Sacro Cuore di Gesù a Rakovsky la mattina di lunedì 6 maggio, durante la quale il Papa ha personalmente impartito la Prima Comunione a 245 bambini. L’omelia pronunciata nella cittadina bulgara costituisce una piccola catechesi su cosa significhi ricevere la Comunione eucaristica.

Anzitutto vi è un collegamento diretto con la Pasqua di Cristo, da cui il Sacramento trae efficacia: «qualcuno di voi», ha detto infatti Francesco ai bambini, «potrebbe chiedermi: ma come possiamo incontrare Gesù, che è vissuto tanti anni fa e poi è morto ed è stato messo nella tomba? È vero: Gesù ha fatto un atto immenso di amore per salvare l’umanità di tutti i tempi. È rimasto nella tomba tre giorni, ma noi sappiamo – ce lo hanno assicurato gli Apostoli e molti altri testimoni che lo hanno visto – che Dio Padre suo e Padre e nostro, lo ha risuscitato. E ora Gesù è vivo, è qui con noi, perciò oggi lo possiamo incontrare nell’Eucaristia», che ci rende una sola cosa con Lui e con gli altri battezzati.

«Fare la Prima Comunione», sottolinea il Santo Padre, «significa voler essere ogni giorno più uniti a Gesù, crescere nell’amicizia con Lui e desiderare che anche altri possano godere la gioia che ci vuole donare. Il Signore ha bisogno di voi per poter realizzare il miracolo di raggiungere con la sua gioia molti dei vostri amici e familiari». L’Eucaristia reca quindi in dono agli uomini la figliolanza divina (rendendoli simili a Cristo, li trasforma in altri figli di Dio) e spinge a trasformare il mondo secondo il piano di Dio creando anzitutto un nuovo modo di stare assieme. «State vivendo davvero una giornata in spirito di amicizia, spirito di gioia e fraternità», ha commentato Francesco, «spirito di comunione tra di voi e con tutta la Chiesa che, specialmente nell’Eucaristia, esprime la comunione fraterna tra tutti i suoi membri. La nostra carta di identità è questa: Dio è nostro Padre, Gesù è nostro Fratello, la Chiesa è la nostra famiglia, noi siamo fratelli, la nostra legge è l’amore». Allora «desidero incoraggiarvi a pregare sempre con quell’entusiasmo e quella gioia che avete oggi. E ricordate che questo è il sacramento della Prima Comunione ma non dell’ultima Comunione. Oggi ricordatevi che Gesù vi aspetta sempre. Perciò, vi auguro che oggi sia l’inizio di molte Comunioni, perché il vostro cuore sia sempre come oggi, in festa, pieno di gioia e soprattutto gratitudine». “Eucarestia” etimologicamente significa proprio “ringraziamento”.

Giovedì, 9 maggio 2019

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 Michele Brambilla

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Michele Brambilla, celibe, di professione insegnante, nasce il 21 aprile 1987 a Monza (MB). Consegue la laurea specialistica in Lettere il 10 luglio 2013 presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, il 22 novembre 2017 quella triennale in Scienze religiose presso l’Istituto di Scienze Religiose “Paolo VI” di Milano, con indirizzo pedagogico. Conosce Alleanza Cattolica da adolescente, nel suo ambiente parrocchiale d’origine, e diventa militante nel marzo 2017. Già nel 2012 comincia a collaborare al sito regionale lombardo di AC, Comunità Ambrosiana, per approdare poi, dopo la promessa di militanza, su quello nazionale: su entrambi cura principalmente pagine dedicate al Magistero papale ed episcopale.