Il deserto, luogo in cui Dio parla

Luogo reale e metaforico, è un invito ad ascoltare la parola del Signore senza distrazioni mondane
Michele Brambilla 4 mesi fa
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di Michele Brambilla

Il 26 febbraio, Mercoledì delle Ceneri, segna per i fedeli cattolici di rito romano l’inizio della Quaresima. Papa Francesco presiede, come sempre, l’udienza del mercoledì, che viene incentrata sul significato di questo tempo liturgico. «È un cammino», spiega il Santo Padre, «che segue quello di Gesù, che agli inizi del suo ministero si ritirò per quaranta giorni a pregare e digiunare, tentato dal diavolo, nel deserto» dopo il suo battesimo nel fiume Giordano. E «proprio del significato spirituale del deserto vorrei parlarvi oggi».

«Immaginiamo di stare in un deserto. La prima sensazione sarebbe quella di trovarci avvolti da un grande silenzio: niente rumori, a parte il vento e il nostro respiro». Una composizione di luogo che in queste ore viene particolarmente bene ai tanti cattolici del Nord Italia alle prese dal 22 febbraio con l’emergenza coronavirus, che ha svuotato le strade, le scuole, le fabbriche e ha privato persino le chiese dell’ufficiatura pubblica. Il Papa rivolge un pensiero anche a loro: «desidero esprimere nuovamente la mia vicinanza ai malati del coronavirus e agli operatori sanitari che li curano, come pure alle autorità civili e a tutti coloro che si stanno impegnando per assistere i pazienti e fermare il contagio».

Il deserto, secondo il Pontefice, «è assenza di parole per fare spazio a un’altra Parola, la Parola di Dio, che come brezza leggera ci accarezza il cuore (cfr 1 Re 19,12). Il deserto è il luogo della Parola, con la maiuscola. Nella Bibbia, infatti, il Signore ama parlarci nel deserto», come ha fatto più volte con Israele. Questo significa, prosegue il Santo Padre, essere capaci di “fare deserto” attorno a noi, dando meno attenzione al continuo bombardamento di notizie a cui ci sottopongono i media, nei confronti dei quali Francesco invita a un sano digiuno. Il Papa confida che «quando ero bambino non c’era la televisione, ma c’era l’abitudine di non ascoltare la radio». Molti nostri anziani ricorderanno che fino a qualche decennio fa era d’uso anche in Italia trasmettere solo musica classica il Venerdì Santo. «Digiunare è saper rinunciare alle cose vane, al superfluo, per andare all’essenziale. Digiunare non è soltanto per dimagrire, digiunare è andare proprio all’essenziale, è cercare la bellezza di una vita più semplice».

Ci sono, però, deserti “intenzionali”, che non sono dettati da alcuna emergenza, ma fanno ormai parte della nostra quotidiana disattenzione. Francesco denuncia: «anche oggi, vicino a noi, ci sono tanti deserti. Sono le persone sole e abbandonate. Quanti poveri e anziani ci stanno accanto e vivono nel silenzio, senza far clamore, marginalizzati e scartati! Parlare di loro non fa audience. Ma il deserto ci conduce a loro, a quanti, messi a tacere, chiedono in silenzio il nostro aiuto. Tanti sguardi silenziosi che chiedono il nostro aiuto».

Allora «il cammino nel deserto quaresimale è un cammino di carità verso chi è più debole». Il Papa riassume l’intero discorso nel seguente trittico: «preghiera, digiuno, opere di misericordia: ecco la strada nel deserto quaresimale».

Giovedì, 27 febbraio 2020

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 Michele Brambilla

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Michele Brambilla, celibe, di professione insegnante, nasce il 21 aprile 1987 a Monza (MB). Consegue la laurea specialistica in Lettere il 10 luglio 2013 presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, il 22 novembre 2017 quella triennale in Scienze religiose presso l’Istituto di Scienze Religiose “Paolo VI” di Milano, con indirizzo pedagogico. Conosce Alleanza Cattolica da adolescente, nel suo ambiente parrocchiale d’origine, e diventa militante nel marzo 2017. Già nel 2012 comincia a collaborare al sito regionale lombardo di AC, Comunità Ambrosiana, per approdare poi, dopo la promessa di militanza, su quello nazionale: su entrambi cura principalmente pagine dedicate al Magistero papale ed episcopale.