Il pensiero del giorno

Gv 16,12-15
Don Piero Cantoni 1 anno fa
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« Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà » (Gv 16,12-15).

« La fede cristiana […] non è una “religione del Libro”. Il cristianesimo è la religione della Parola di Dio, di una parola cioè che non è una parola scritta e muta, ma del Verbo incarnato e vivente » (Catechismo della Chiesa Cattolica,  n. 108). Se tutto si riduce ad un libro, tutto rimane quello che è. Ma se il rapporto è con una persona, allora il discorso cambia. Al centro della nostra fede sta una presenza, l’Eucarestia, che è la Parola incarnata.

Il rapporto con questa persona è tutta la mia vita, non un rapporto con un testo. Il testo è importante e caro perché mi aiuta in modo decisivo nel mio rapporto con questa Persona. Quando leggo la Bibbia è Gesù che mi parla, dunque la Bibbia rende concreto il mio colloquio con Dio. E io ho bisogno di parlare con Gesù. Per questo, quando leggiamo la Bibbia è bene incominciare con un atto di adorazione, che può essere un bacio. Cosa significa “Dio è amore”? S. Giovanni non dice “Dio ama”, ma “Dio è amore”. Se l’amore è donare, per amare bisogna essere almeno in due.

Ma non si potrebbe dire che ama perché ama noi? No!: allora non sarebbe amore ma sarebbe diventato amore. Avrebbe dovuto creare per diventare amore. Per essere amore da sempre, vuol dire che da sempre ci sono in lui delle persone. Se Dio è uno e trino la prospettiva cambia: all’origine e al fondamento di tutto c’è l’amore, tutto viene dall’amore e tutto va verso l’amore.

Questa grazia la possiamo purtroppo abbandonare e bestemmiare, chiamando amore l’egoismo e la ricerca sfrenata del piacere. Oppure possiamo ascoltare l’invito di Maria che ci dice ripetutamente: aprite il vostro cuore a mio figlio Gesù, date a lui le vostre miserie, le vostre meschinità, i vostri peccati. Accogliete il suo perdono. Lasciatevi amare da lui! Diventerete capaci di amare a vostra volta e l’Amore di Dio, che ha creato il mondo, lo guarirà e lo trasformerà.


Santissima Trinità

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 Don Piero Cantoni

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Don Pietro Cantoni nasce a Piacenza il 19 aprile 1950. Autore di numerose pubblicazioni, è stato professore stabile di teologia presso lo Studio Teologico Interdiocesano “Mons. Enrico Bartoletti” di Camaiore (LU). Fondatore della Fraternità san Filippo Neri nella diocesi Massa Carrara – Pontremoli, è membro del capitolo nazionale di Alleanza Cattolica e guida Esercizi ignaziani dal 1975.