Il pensiero del giorno

Os 2,16b. 17b.21-22
Don Piero Cantoni 11 mesi fa
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« […] ecco, io la sedurrò, la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore. […]. Là mi risponderà come nei giorni della sua giovinezza, come quando uscì dal paese d’Egitto. Ti farò mia sposa per sempre, ti farò mia sposa nella giustizia e nel diritto, nell’amore e nella benevolenza, ti farò mia sposa nella fedeltà e tu conoscerai il Signore » (Os 2,16b. 17b.21-22). 


Come sempre un discorso vero e profondo deve essere calato in un quadro “grande”. Bisogna partire da Adamo ed Eva… Dio ha creato il mondo bene. « E Dio vide che tutto era buono… ». Il Peccato lo ha rovinato. Esso si è insinuato da un mondo angelico già pervertito nel mondo umano attraverso i due progenitori Adamo ed Eva. Dio non reagisce come spesso fa l’uomo davanti a qualcosa che gli riesce male: gettando via tutto e rifacendo… « Ecco, io faccio nuove tutte le cose » (Ap 21,5), Dio decide di far nuovo il mondo (non di fare un mondo nuovo…). Non solo.

Noi quando vogliamo recuperare, “aggiustiamo”. Se il mio prezioso vaso cinese è caduto lo aggiusto, magari con un po’ di Attack. Poi lo giro in modo che la crepa non si veda e continua così a fare la sua figura in salotto… Ma non è più come prima. Dio quando aggiusta fa meglio! « Laddove è abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia » (Rom 5,20). Così Dio pensa ad un nuovo Adamo e a una nuova Eva. Dato che l’origine del peccato fu Eva, Dio pensa ad una nuova Eva che preceda l’arrivo di Adamo, che anzi ne sia la Madre. Così, in virtù della Redenzione di Cristo – una redenzione così perfetta da superare le barriere dello spazio e anche del tempo (beato Giovanni Duns Scoto) – Maria è concepita in modo immacolato, cioè senza il peccato originale che a partire dai nostri progenitori aveva infettato tutto il genere umano.

Già sant’Ireneo di Lione aveva parlato della nuova Eva ma la dottrina giungerà a maturazione solo l’8 dicembre del 1854 quando Pio IX definirà solennemente il dogma dell’Immacolata Concezione di Maria con la bolla Ineffabilis Deus. Dio Padre manda il suo Figlio, ma ne prepara l’accoglienza. L’Alleanza nuova è resa così indistruttibile. Maria è il vero Israele, la risposta vera e perfetta che Dio aspettava da sempre. A poco sarebbe valsa la Rivelazione e la Redenzione se essa non fosse stata accolta. La Rivelazione è l’autocomunicazione di Dio. Dio si rivela creando il mondo e dando all’uomo la luce dell’intelligenza perché il suo messaggio possa essere accolto. Dio si rivela inviando Gesù, ma ne prepara anche l’accoglienza. Tutta la vicenda terrena di Gesù è stata un dialogo continuo con la Madre. 

Cor ad Cor loquitur (cfr. Os 2,16). Maria non emerge ma è sempre presente. È la prima ad accogliere Gesù, perché è per mezzo di Lei che Lui viene, attraverso l’accoglienza nel suo Cuore di quella Parola che Lui da sempre è. Maria lo porta nel grembo e per prima “sente” la sua presenza, come una madre gestante sente i primi sgambettii del frutto delle sue viscere… Maria accompagna tutta la vicenda di Gesù con la sua attenzione e la sua fede: « Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore » (Lc 2,19.51). Lo accompagna fin sotto la Croce dove non solo “compatisce”, ma condivide fino in fondo l’intenzione di salvezza del suo gesto. Lo incontra per prima Risorto. Non è infatti del gruppo delle pie donne che vanno al sepolcro per completare la sepoltura: Lei non cerca il Vivo tra i morti. Lei prepara la Chiesa all’accoglienza dello Spirito e all’esplosione della sua evangelizzazione (cfr. At 1,14).

Essa stessa è la Chiesa in quanto suo membro eminente e in certi momenti esclusivo. All’inizio quando solo Lei sa della presenza del Salvatore nel suo grembo e già si è stabilito il dialogo di fede e di amore tra Lei e il suo Gesù. Secondo la tradizione orientale Lei è la prima a chiamarlo per nome e colei che dà inizio alla preghiera del cuore: «Gesù, Figlio di Dio, abbi pietà di me». Alla fine quando tutti disperano, Lei sola rimane ferma nella fede. Lei è il simbolo reale della Chiesa. Nel dialogo tra Maria e Gesù dobbiamo leggere il dialogo tra la chiesa e Gesù. Un dialogo nella sua essenza indistruttibile e quindi infallibile.

Il rapporto con Gesù non lo inventa il singolo, ma il singolo per grazia è introdotto in questo rapporto attraverso il battesimo. La Chiesa lo istruisce su chi veramente è Gesù e rende possibile la partecipazione non fittizia a questo dialogo. Non possiamo accogliere Gesù se non nella Chiesa di cui Maria è il Cuore.


Il Santo del giorno: Santa Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein),  vergine e martire

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 Don Piero Cantoni

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Don Pietro Cantoni nasce a Piacenza il 19 aprile 1950. Autore di numerose pubblicazioni, è stato professore stabile di teologia presso lo Studio Teologico Interdiocesano “Mons. Enrico Bartoletti” di Camaiore (LU). Fondatore della Fraternità san Filippo Neri nella diocesi Massa Carrara – Pontremoli, è membro del capitolo nazionale di Alleanza Cattolica e guida Esercizi ignaziani dal 1975.