In quel tempo, Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche. E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro». Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano. (Mc 6,7-13)
Prima ancora dell’invio in missione dopo l’effusione potente di Spirito Santo nel giorno di Pentecoste, Nostro Signore, grande educatore degli Apostoli, già durante la sua attività pubblica, di tanto in tanto li associa alla sua azione redentrice perché la Chiesa, dopo la Sua Ascensione, possa continuare l’opera della salvezza nel mondo. Anzitutto, va notato il numero “Dodici”, corrisponde a quello dei membri del collegio apostolico. Non è un numero casuale: è identico a quello delle dodici tribù originarie del popolo d’Israele che, con l’Incarnazione, viene allargato a tutti i popoli della terra, destinatari della salvezza. In quel numero, è dunque espressa la volontà salvifica di Dio, come si legge nella lettera a Timoteo di san Paolo, il quale dichiara che tale volontà coincide con la “conoscenza della verità” portata dall’unico Mediatore, Gesù Cristo. Questa è dunque la missione della Chiesa: far conoscere la verità che porta alla salvezza e che si identifica nella persona e negli insegnamenti di Nostro Signore Gesù Cristo. Tutto il resto può essere strumentale, accessorio, a volte persino superfluo, mai essenziale. E quante volte la Chiesa si è lasciata distrarre dando priorità ad altre azioni privando gli uomini dell’annuncio della verità! Non ci sfugge che nelle istruzioni date dal Signore i Dodici vengono inviati in coppia: san Gregorio Magno (540-604) osserva che questa scelta permette di accompagnare la proclamazione della verità con la testimonianza della carità reciproca. Proprio questo ha stupito le prime generazioni di pagani che, come attesta Tertulliano (155 circa – 230 circa), guardando i cristiani dichiaravano: “guardate, come si amano!”. Infatti, il grande teologo Hans Urs von Balthasar (1905-1988) scrisse: “Solo l’amore è credibile”. La verità senza carità può diventare oppressivamente ideologica e la carità senza verità vago e narcisistico sentimentalismo emotivo. Separare la verità da carità è un’operazione diabolica. Per questo motivo, la missione affidata ai Dodici è un esorcismo. I demoni sono scacciati dall’una e dall’altra perché carità e verità sono in Dio coniugate.
