Vi era tra i farisei un uomo di nome Nicodèmo, uno dei capi dei Giudei. Costui andò da Gesù, di notte, e gli disse: «Rabbì, sappiamo che sei venuto da Dio come maestro; nessuno infatti può compiere questi segni che tu compi, se Dio non è con lui». Gli rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio». Gli disse Nicodèmo: «Come può nascere un uomo quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?». Rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito. Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall’alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito». (Gv 3, 1-8)
Nicodemo era un fariseo (aderente ad una setta che predominò nel mondo giudaico negli ultimi tempi precristiani e al principio dell’età cristiana, distinguendosi per un accentuato rigorismo etico e uno scrupoloso formalismo nell’osservanza della legge) ed essendo chiamato “maestro d’Israele”, probabilmente era membro del sinedrio. Nonostante questo, si rivela molto carnale, perché come gli abitanti di Gerusalemme citati nel passo precedente del Vangelo, manifesta una fede poco approfondita. Era sicuramente portatore di aspirazioni politiche ed economiche, direttamente legate al messia. La notte era vista come “le tenebre della fede decadente e incredula d’Israele”. Nicodemo si reca di notte da Gesù per precauzione, ma anche perché essa era considerata dai rabbini, come il tempo migliore per studiare la legge di Dio.
In verità vi dico: “Se uno non nasce dall’alto…come può nascere uno quando è vecchio?” La sinagoga rimane incredula innanzi alla proposta cristiana. La nascita è l’inizio della vita, quindi irripetibile, ma Cristo insegna che esiste una vita nuova. Questa proposta è legata a tutta la storia della saggistica. Un arrogante, un asociale, un avaro, un fannullone, se trovano la forza di smettere i loro vizi, cominciano una vita nuova, paragonabile ad una rinascita. A chi ha usato bene il tempo della propria vita, tante religioni assicurano il compimento del percorso terreno con la vita eterna, piena di ogni bene. Gesù sembra garantire le stesse promesse, ma vi è in realtà una differenza sostanziale. Nella vita cristiana riceviamo una nuova esistenza fin d’ora. Condividiamo con gli animali le funzioni vitali della vita materiale, e con tutti gli altri uomini, il secondo livello della vita dell’anima, l’intelletto, la volontà, i sentimenti. Il cristiano riceve anche il terzo sublime grado della vita: nasce alla vita nuova nella grazia, nello Spirito Santo. Questa è la novità cristiana che ci è data nel Battesimo. Questa è la “nuova vita” vissuta in comunione con tutti coloro che fanno parte del regno di Dio sulla terra e nel cielo. Tutto nasce dalla preghiera. I sette sacramenti sono accompagnati dalla preghiera di Cristo, il quale invia il suo spirito infallibilmente per santificare il cristiano e possa essere un “altro Cristo”.
