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Il pensiero del giorno

25 Maggio 2026 by Don Roberto Spataro

In quel tempo, stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé. Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: «Ho sete». Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito. Era il giorno della Parasceve e i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato – era infatti un giorno solenne quel sabato –, chiesero a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all’uno e all’altro che erano stati crocifissi insieme con lui. Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua. (Gv 19,25-34)


Per disposizione di Papa Francesco, il lunedì dopo la solennità di Pentecoste la liturgia onora Maria Santissima con il titolo di “Madre della Chiesa” che il Papa Paolo VI, a conclusione della III sessione del Concilio Ecumenico Vaticano II, attribuì solennemente alla Vergine. Nel discorso che tenne citò un teologo medievale che aveva così parlato della Madonna nel suo Commento al libro dell’Apocalisse: portio maxima, portio optima della Chiesa. Quando la Vergine ha assunto la maternità della Chiesa? Già al momento dell’Incarnazione, quando ha generato il Capo del Corpo Mistico. Infatti, il 25 marzo, la liturgia contiene quest’orazione sulle offerte: «[la Chiesa], riconoscendo le sue origini nell’incarnazione del tuo Figlio unigenito, esulti di gioia in questa celebrazione dei suoi misteri». Questa missione è stata esercitata sotto la Croce quando, ricevendo in Giovanni tutti i discepoli del suo Figlio, Maria Santissima ne ha assunto la maternità spirituale. Essa consiste nell’attirare l’azione dello Spirito Santo nelle anime perché esse diventino sempre più conformi alla loro vocazione di figli di Dio. La sua è dunque una maternità incessante che si estende a ogni battezzato e alla Chiesa nel suo insieme. In questo senso, la Chiesa è e non può non essere mariana. La relazione tra Maria Santissima e la Chiesa è stata tracciata per sempre da Sant’Ambrogio, il fondatore della mariologia latina. Egli fa capire che tra la Madonna e la Chiesa, presa nel suo insieme, esiste un rapporto di equivalenza-esemplarità. Sembrano parole difficili, ma, in realtà, significano una cosa semplice e consolante: la Madonna è uno specchio luminosissimo ed un modello impareggiabile. Quando la Chiesa si riflette in questo specchio, cambia di aspetto, diventa bellissima, assume le sembianze dell’esemplare e scopre che le caratteristiche della Madonna sono pure le sue, anche se, nella Vergine Maria, esse sono perfette. Nel suo Commento al Vangelo di Luca, Ambrogio scrive: «Ben dice il vangelo: sposata ma vergine, perché essa è il tipo della Chiesa, la quale pure è sposata ma rimane immacolata. La Chiesa vergine ci ha concepito e vergine ci partorisce senza lamento. E forse per questo santa Maria, sposata a uno, Giuseppe, viene resa feconda da un altro, lo Spirito Santo, per dimostrare che anche le singole chiese sono fecondate dallo Spirito e dalla grazia, pur essendo unite alla persona di un sacerdote temporale».  Maria e la Chiesa: questa intima relazione, che Ambrogio fu il primo a mettere in evidenza, è stata approfondita da illustri teologi. Uno di essi si chiamava Joseph Ratzinger, diventato, per disegno provvidenziale di Dio, Papa Benedetto XVI. Ecco che cosa ha scritto su questo argomento: “La chiesa non è un’organizzazione; non è neppure una semplice istituzione; neppure è una delle abituali realtà sociologiche. La Chiesa è una Persona. È una donna. È una Madre. È un essere vivente. Ed è solo nel nostro essere mariani, che noi diventiamo Chiesa. Anche alla sua origine, la Chiesa non è stata fatta, ma è nata. Nacque quando il fiat emerse dal cuore di Maria”. E ancora un motivo speciale rende Maria Madre della Chiesa: Ella n’è Ausiliatrice nei momenti in cui la Chiesa si trova in grave pericolo. Lo aveva compreso bene don Bosco che volle diffondere la devozione a Maria Aiuto dei Cristiani, la “Madonna dei tempi difficili”, i suoi e i nostri.

SAN BEDA VENERABILE, SACERDOTE BENEDETTINO, DOTTORE DELLA CHIESA







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