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Il pensiero del giorno

13 Febbraio 2023 - Autore: Don Giuseppe Zanghì

Vennero i farisei e si misero a discutere con lui, chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova. Ma egli sospirò profondamente e disse: «Perché questa generazione chiede un segno? In verità io vi dico: a questa generazione non sarà dato alcun segno». Li lasciò, risalì sulla barca e partì per l’altra riva.
(Mc 8,11-13).


                                  

Nell’afflato della fede della Chiesa, con cui noi cristiani leggiamo il Vangelo, sentiamo vivamente il sospiro profondo con cui Gesù manifesta la sua intima sofferenza per la resistenza verso la sua persona da parte dei farisei che non vogliono accettare lui e i suoi insegnamenti poiché si rifiutano pregiudizialmente di accogliere il suo invito alla conversione. Gesù, sin dall’inizio del suo ministero, aveva compiuto innumerevoli segni che manifestavano chiaramente il suo essere Figlio Unigenito di Dio venuto a sconfiggere il potere del nemico della natura umana e dare inizio al regno divino fra gli uomini, cioè a ricondurre tutti nella verità e nell’amore del Padre e dello Spirito Santo. Bisognava credere in Gesù per essere liberati dai peccati e dalla morte. Le folle si fidavano volentieri di Lui con crescente semplicità, affetto e amore senza
chiedere alcuna prova. Invece i farisei, cocciuti e malpensanti, facevano di tutto non solo per misconoscere i segni, pur eloquenti e convincenti di Gesù, che attiravano e rincuoravano le folle, ma lo osavano sfidare con interventi più o meno provocatori.
Arrivarono così a decidere di affrontarlo e di metterlo in difficoltà pubblicamente, fino al punto di chiedergli “un segno dal cielo”. Chieda pure un miracolo a Dio! Tant’è, sono sicuri che il Padre non glielo concederà.

Marco riporta l’immediata risposta di Gesù davanti a tanta dura ostinazione e chiusura malevola verso di Lui: nessun segno sarà dato! Infatti qualsiasi segno, in quel contesto di prevaricazione delle menti e dei cuori, sarebbe stato inutile. Gli altri sinottici, Matteo (12,39) e Luca (11,29s), con accentuazioni diverse, riporteranno tutte le parole di Gesù che colse anche l’occasione per dire che sì, il segno sarà dato, non proprio subito, a richiesta, ma certamente a suo tempo, quale compimento del segno di Giona. Sarà il segno decisivo per la fede in Lui,
quello della sua morte e risurrezione! Per i “farisei” di ogni tempo e di ogni contesto, di ieri e di oggi, l’insegnamento del Salvatore è limpido e sempre personale e puntuale: chi abbandona ogni pregiudizio e usa lealmente la ragione mettendosi in ricerca sulla Via che è Cristo, nel rispetto della sua Verità, conoscerà lo stesso Gesù Cristo qui e nell’eternità e avrà la pienezza della sua Vita già ora e poi per sempre (Gv 14,6).

Santa Giuliana Laica venerata a Torino

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