Impegno rinnovato per Tirolo e Trentino liberi e cattolici

Alleanza Cattolica 36 anni fa
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Cristianità n. 112-113 (1984)

 

Nel 175° anniversario della insorgenza tirolese e trentina contro gli eserciti rivoluzionari guidati da Napoleone, Schützen di lingua italiana, ladina e tedesca sono ritornati a San Romedio, in Val di Non, in Trentino, sulle orme di Andreas Hofer. Cerimonie e festa popolare con la partecipazione di militanti di Alleanza Cattolica e di amici di Cristianità.

 

Celebrando una eroica lotta pro aris et focis

Impegno rinnovato per Tirolo e Trentino liberi e cattolici

 

Nella primavera del 1809, centosettantacinque anni or sono, scoccava la scintilla della insurrezione popolare anti-napoleonica destinata a incendiare il Tirolo per due lunghi anni. Sotto la guida di un intelligente e valoroso popolano della Val Passiria, Andreas Hofer, si sollevarono non soltanto le valli di lingua tedesca ma anche quelle trentine e la rivolta divampò nelle valli Giudicarie, in Val di Non, nella Val di Sole, nelle valli di Fiemme e di Fassa, fino a contagiare il Bellunese.

Anima della reazione cattolica e popolare contro il regime «illuminato» dei francesi e dei loro alleati bavaresi furono le tradizionali milizie delle comunità di lingua italiana e degli Schützen tirolesi.

Proprio gli eredi di questi uomini si sono dati appuntamento domenica 24 giugno 1984, festa del Corpus Domini, per celebrare la ricorrenza della insurrezione con una solenne cerimonia che fa seguito alle manifestazioni, che già si sono svolte nel corso dell’anno a Mantova – dove Andreas Hofer venne fucilato dai francesi -, a Merano e a Innsbruck.

Il luogo prescelto è stato lo splendido santuario trentino di San Romedio, in Val di Non, dove il 7 luglio 1809 Hofer si recò, con seicento volontari delle valli trentine, a implorare la benedizione di Dio e del santo sulla guerra di liberazione da poco intrapresa.

La cerimonia – alla quale era presente il presidente del Consiglio regionale Guido Sembenotti e che ha ricevuto messaggi di partecipazione da parte di diverse altre autorità trentine – è stata organizzata dalla rinata compagnia di Schützen di Mezzocorona, e ha visto convenute delegazioni di numerosi corpi di Schützen sudtirolesi – di Salorno, di Bolzano, di Castelrotto -, trentini – i veterani di Campitello e di Canazei di Fassa – e austriaci – di Thaur, patria di san Romedio, di Wilten e di Gries.

Su invito della compagnia di Mezzocorona, alla messa al campo hanno preso parte, con i loro stendardi, numerosi militanti lombardi di Alleanza Cattolica – di Milano, di Bergamo e di Sondrio -, convenuti a commemorare anch’essi la figura di Hofer, al quale l’associazione fa costante riferimento come simbolo dei valori che essa diffonde e come esempio di combattente cattolico.

Prima della messa ha tenuto un breve discorso il capitano onorario della compagnia ospitante, Silvio Girardi, il quale ha affermato, tra l’altro, che alla origine della manifestazione stava 

«non sete di protagonismo, ma riverente omaggio ad un personaggio che molti ci invidiano; un personaggio che purtroppo ha avuto ben pochi degni biografi, […] egli è là in alto per additarci una strada irta e difficoltosa, una strada che ben pochi riescono a percorrere fino in fondo come lui, martire di Dio per la patria e per la famiglia.

«[…]

«[…] oltre al ricordo di questo grande personaggio, che venne qui in questo santuario, per manifestare senza falsi pudori il suo intimo sentire religioso, noi dobbiamo ricordare tutti quei nostri antenati che con lui combatterono per i loro ideali di libertà.

«Fu una lotta di popolo quella di Andreas Hofer, per salvaguardare le proprie caratteristiche, le proprie tradizioni, i propri valori, che governi di stampo totalmente diverso quanto a ideologie e fini tentavano di cancellare in nome di una diversa concezione di libertà».

Nella omelia, monsignor Dal Ponte del clero di Trento – discendente di quel Francesco Dal Ponte che fu uno dei capi della insurrezione in Trentino e che comandò i volontari che si scontrarono con i francesi a Caprile, nelle Dolomiti bellunesi, il 1° novembre 1809 – ha rievocato gli avvenimenti principali e il clima spirituale della insorgenza cattolica, commemorandone i caduti – alcuni dei quali si ebbero addirittura fin dal 1796 – e accomunandoli in spirito a quei martiri della Rivoluzione francese da poco beatificati – e rievocati – dal regnante Pontefice.

Al termine della messa è stata deposta una corona di alloro presso la lapide che, all’ingresso del santuario, ricorda il pellegrinaggio propiziatorio di Andreas Hofer. Da quel momento i militanti di Alleanza Cattolica e gli amici di Cristianità presenti – precedentemente ringraziati pubblicamente per il loro intervento da parte del capitano Girardi – hanno iniziato la diffusione di pubblicazioni della casa editrice Cristianità – opere sul comunismo, di devozione mariana, di attualità politico-religiosa e di formazione dottrinale – e del libro Andreas Hofer eroe cristiano, scritto dal magistrato Francesco Mario Agnoli, suscitando vivo interesse da parte dei presenti.

La giornata si è conclusa con una festa popolare all’aperto organizzata a Mezzocorona dagli ospitanti, alla quale sono stati invitati e hanno preso parte i militanti e gli amici di Cristianità, stabilendo con gli altri intervenuti un cordiale rapporto di reciproca stima e di simpatia, oltre che piacevolmente scoprendo identità e consonanze su essenziali valori religiosi e ideali.

Sembra opportuno sottolineare la novità e la importanza del fenomeno costituito dalla rifondazione delle compagnie di Schützen anche presso le comunità trentine – il 15 luglio è stata fondata la compagnia di Moena -, come sintomo della riscoperta dei valori tradizionali da parte di sempre nuovi strati della popolazione, che rafforza la speranza nella restaurazione culturale e sociale della nostra nazione. Molto bene ha espresso questo concetto monsignor Dal Ponte, quando, nella sua omelia, ha rivolto ai presenti queste parole: «Voi Schützen avete compiti statutari stupendi: difendete valori e ideali preziosissimi e se li tradurrete in pratica, altro che folklore!: il vostro sarà fermento vitale della comunità».

 

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