La fine del Pd – dalla padella nella brace!

Marco Invernizzi 3 anni fa
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Qualunque cosa succederà nel Partito democratico nei prossimi giorni, è al 1989 che bisogna guardare per capire. I partiti politici moderni, espressione delle ideologie che hanno insanguinato l’Europa e il mondo per due secoli, a partire dal 1789, sono finiti con la caduta del Muro di Berlino. Il primo ad accorgersene in Italia fu l’ultimo segretario del PCI, Achille Occhetto, che avviò la trasformazione del partito comunista più importante del mondo libero. L’iter del Pd che sta implodendo cominciò alla Bolognina, la sezione storica del Pci dove venne annunciata la resa dei comunisti italiani, sulla scia della perestrojka di Gorbaciov. Nell’attuale Pd confluirono poi i “cattolici democratici“, attraverso la Margherita, per realizzare il compromesso storico dentro un partito dopo che era fallito quello nel governo, negli anni Settanta. Ma i partiti moderni non avevano più ragione di esistere nell’epoca postmoderna, dove le ideologie erano scomparse senza essere riuscite a dominare il mondo.

Il mondo che esce dalla caduta del Muro non è migliore del precedente, è semplicemente passato dalla guerra civile fra ideologie diverse al dominio del relativismo, alla dittatura del pensiero unico, un pensiero tanto debole quanto violento. Una violenza sottile, che uccide non solo il corpo sociale, ma lo stesso strumento che la usa.

Per questo la sinistra, di cui il Pd è la massima espressione in Italia, muore. Perché ha ultimato il suo compito distruttivo. I “nuovi poveri” prodotti dalla globalizzazione non guardano più a sinistra perché si sono finalmente accorti che non basta proclamarsi paladini di una causa per servirla veramente. E così la sinistra si è orientata a operare per l’estensione dei cosiddetti “diritti civili”, cercando di creare consenso nella lotta contro la sacralità della vita, contro l’unicità del modello familiare. Ma l’”utero in affitto” non suscita entusiasmi popolari e non basta per tenere insieme un partito. Così, uno scout svelto e spregiudicato, ha preso in ostaggio un partito in grande difficoltà, proponendo soltanto se stesso come ideale da perseguire.

Nonostante il male che la sinistra ex comunista e i cattolici democratici hanno fatto all’Italia, non possiamo essere contenti di questa nuova implosione, anche se si fa fatica a reprimere un certo retrogusto. L’Italia è sempre più “disintermediata”, secondo il modello renziano, e questa non è necessariamente una buona notizia.

Rimangono i cocci sui quali dobbiamo chinarci, con umiltà e pazienza, per costruire nuovi ambienti nei quali sopravvivere alla dittatura del relativismo. Questi cocci siamo noi, singole persone e famiglie sopravvissute in un mondo che muore. Abbiamo cura di noi stessi e chiediamo al Signore la luce e la forza per costruire pezzi di un mondo migliore.

Marco Invernizzi

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 Marco Invernizzi

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Marco Invernizzi nasce a Milano nel 1952. Nel 1977 si laurea in filosofia all'Università Cattolica del Sacro Cuore con una tesi su Il periodico "Fede e Ragione" nell'ambito della storia del Movimento Cattolico italiano dal 1919 al 1929, relatore il professor Luigi Prosdocimi. Dopo gli studi universitari continua ad approfondire, in modo non puramente intellettualistico - dal 1972 milita in Alleanza Cattolica, della quale è stato responsabile per la Lombardia e per il Veneto fino al 2016-, le vicende del movimento cattolico in Italia. Ha pubblicato, fra l'altro, L'Unione Elettorale Cattolica Italiana. 1906-1919. Un modello di impegno politico unitario dei cattolici(Cristianità, Piacenza 1993); La Chiesa, la politica, il potere attraverso i secoli (contributo a Processi alla Chiesa. Mistificazione e apologia, a cura di Franco Cardini, Piemme, Casale Monferrato 1994); e, con altri, I Papi del nostro secolo, parte prima Da Leone XIII a Pio XII (Italica Libri/Editoriale del Drago, Milano 1991); e Guida introduttiva alla storia della Chiesa cattolica (Mimep-Docete, Pessano [Milano]). Collabora a Cristianità e ad altre riviste e quotidiani. Dal 1989 conduce a Radio Maria la trasmissione settimanale La voce del Magistero. Nella linea di quanto già edito si pone Il movimento cattolico in Italia dalla fondazione dell'Opera dei Congressi all'inizio della seconda guerra mondiale (1874-1939), un'opera di sintesi in cui viene ripercorsa la storia del movimento cattolico, con particolare attenzione alle sue espressioni politiche, dalla Breccia di Porta Pia alla vigilia del secondo conflitto mondiale. Dal 28 maggio 2016 è Reggente Generale di Alleanza Cattolica. Facebook - Instagram - Cathopedia