LA LIBERTÀ DELLA CHIESA NELLO STATO COMUNISTA È IMPOSSIBILE!

Alleanza Cattolica 45 anni fa
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Cristianità n. 11-12 (1975)

 

Nell’anno 313 cessarono le persecuzioni degli imperatori romani alla Chiesa. L’imperatore Costantino, con l’editto di Milano, riconobbe la libertà della Chiesa nell’impero.

Da allora, questo diritto fondamentale della Sposa di Cristo è stato riconosciuto da tutti i popoli d’occidente, con rari intervalli, sempre passeggeri, in momenti di gravi sconvolgimenti.

Nel 1917 nella Russia comunista, e poi nei paesi da essa successivamente soggiogati, la persecuzione religiosa si scatenò terribile, e già da mezzo secolo i cristiani sono dovuti ritornare progressivamente nelle catacombe.

Oggi, in diversi di questi paesi, il comunismo tende la mano alla Chiesa, e si offre di restaurarne la libertà. Con che intenzioni? A quali condizioni? Queste condizioni sono accettabili per la coscienza cattolica?

L’atteggiamento di fronte al comunismo dei seicento milioni di cattolici di tutto il mondo dipende sostanzialmente dalla risposta che sarà data a queste domande.

A esse risponde lo studio del professor Plinio Corrêa de Oliveira su La libertà della Chiesa nello Stato comunista, un’opera diffusa in tutto il mondo ed elogiata per l’ortodossia della sua dottrina dalla Sacra Congregazione dei Seminari e delle Università.

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