La nascita della Chiesa nel rito bizantino

La Pentecoste, inizio di un nuovo mondo segnato dalla possibilità concreta della santità
Giuliano Rovere 1 mese fa
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di Giuliano Rovere

Già dalla fine del secolo IV, cinquanta giorni dopo Pasqua veniva festeggiata la solennità della Pentecoste con cui si ricorda la discesa dello Spirito Santo sulla Madre di Dio e sugli apostoli. In oriente, in seguito alle controversie suscitate dalle eresie trinitarie, la festa della Discesa dello Spirito Santo divenne anche il giorno della manifestazione del mistero trinitario. Nel mondo bizantino la Pentecoste viene dunque chiamata anche festa della santissima Trinità, dedicando in modo particolare il giorno successivo, il lunedì, allo Spirito Santo.

Molto suggestiva è la tradizione che vuole che le chiese siano addobbate di rami con foglie verdi e che i pavimenti siano ricoperti di erba. Del resto i fedeli partecipano alla divina liturgia con mazzi di fiori in mano. E tutto questo serve a ricordare che la discesa dello Spirito Santo determina l’inizio di una nuova creazione. L’umanità redenta da Cristo non è più infatti decaduta e tutto il creato riprende a vivere cominciando una storia nuova: nasce la Chiesa.

I testi liturgici mettono in evidenza come l’azione dello Spirito Santo renda capaci gli apostoli, prima timorosi, di annunciare a tutti con coraggio il vangelo: «Benedetto sei tu o Cristo, nostro Dio , che hai reso sapienti i pescatori, mandando loro lo Spirito Santo, e per loro mezzo hai preso nella rete il mondo intero. O amico degli uomini gloria a Te».

Lo Spirito Santo è colui che suscita nel cuore dell’uomo la volontà di andare incontro al Signore e per la sua azione dal giorno della Pentecoste la grazia si diffonde sugli uomini: «La fonte dello Spirito è discesa, divisa in fiumi di fuoco, sugli abitanti della terra, è caduta come rugiada spirituale sugli apostoli, illuminandoli, per essi divenne una nube stillante di fuoco una fiamma che li rischiarava e ristorava. Da loro noi abbiamo ricevuto la grazia mediante il fuoco e l’acqua. La luce del Paraclito è venuta e ha rischiarato il mondo».

Anche l’inno allo Spirito Santo proprio della festa, che il sacerdote recita in segreto prima di iniziare ogni divina liturgia, ricorda che lo Spirito Santo è all’origine di ogni forma di santità: «Re celeste, Consolatore, Spirito di Verità, Tu che sei presente in ogni luogo e ogni cosa riempi, Arca di beni e Datore di Vita, vieni abita in noi, purificaci da ogni macchia e salva Tu che sei Buono le nostre anime». Per questo, in stretta continuità con la Pentecoste, la domenica successiva i bizantini celebrano la festa di tutti i santi rendendo più evidente il legame esistente tra Spirito Santo e santità.

sabato, 19 maggio 2018

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 Giuliano Rovere

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