«Le nuove religioni e la nuova Europa»

Alleanza Cattolica 27 anni fa
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Cristianità n. 217 (1993)

In un seminario internazionale presso la London School of Economics, a Londra, dal 25 al 28 marzo 1993, il settimo seminario internazionale del CESNUR, il Centro Studi sulle Nuove Religioni, organizzato in collaborazione con INFORM, Information Network Focus on Religious Movements, “Servizio d’informazione sui movimenti religiosi”, e con l’ISAR, Institute for the Study of American Religions, “Istituto per lo studio delle religioni americane”.

 

Londra, dal 25 al 28 marzo 1993, presso la London School of Economics, si è svolto il settimo seminario internazionale del CESNUR, il Centro Studi sulle Nuove Religioni, organizzato in collaborazione con INFORM, Information Network Focus on Religious Movements, “Servizio d’informazione sui movimenti religiosi”, un’agenzia patrocinata dal governo britannico e dalle principali Chiese e comunità religiose inglesi per diffondere informazioni sui nuovi movimenti religiosi, e con l’ISAR, Institute for the Study of American Religions, “Istituto per lo studio delle religioni americane”, un centro internazionale di ricerca associato alla sede di Santa Barbara dell’Università della California.

Il seminario si è aperto con gli indirizzi di benvenuto di S. E. il conte Ferrers, ministro dell’Interno di Sua Maestà Britannica, e di S. E. mons. Giuseppe Casale, arcivescovo di Foggia-Bovino e presidente del CESNUR, che ha brevemente presentato la sua lettera pastorale Nuova religiosità e nuova evangelizzazione (Piemme, Casale Monferrato [Alessandria] 1993). Ha quindi svolto la relazione introduttiva l’eminente sociologo inglese della religione, Bryan Wilson, docente all’All Souls College di Oxford, sul tema Vecchie sette e nuove religioni in Europa. È seguita la presentazione di Secularization, Rationalism and Sectarianism (Clarendon Press, Oxford 1993), un volume di saggi in onore dello stesso Bryan Wilson a cura dei professori Eileen Barker, James A. Beckford e Karel Dobbelaere, tutti presenti.

Nella seconda sessione — presieduta dal professor James A. Beckford, dell’Università di Warwick, in Gran Bretagna — sono state presentate le attività di numerosi gruppi, associazioni e centri che, a diverso titolo, prestano attenzione al fenomeno dei nuovi movimenti religiosi: centri di ricerca, centri pastorali collegati a Chiese e a Comunità, movimenti comunemente definiti “anti-sette”, accettino o meno questa definizione.

Nella terza sessione gli specialisti hanno avuto modo di ascoltare brevi auto-presentazioni e di rivolgere domande a esponenti di alcuni nuovi movimenti religiosi fra i più diffusi e controversi. L’iniziativa già adottata dal CESNUR nel suo quinto seminario, tenuto a Buellton, in California, nel 1991 — intende offrire agli studiosi la possibilità d’intervistare esponenti di gruppi non sempre facilmente accessibili; il fatto che il seminario internazionale annuale del CESNUR — a differenza delle giornate di studio che si tengono di solito in Italia — sia riservato agli studiosi che si occupano professionalmente di nuove religioni in ambienti accademici, esclude il rischio che questo tipo di sessioni possa offrire ai nuovi movimenti religiosi occasione di propaganda presso un pubblico non informato.

La quarta sessione plenaria, presieduta dal reverendo Alexander Bennett, della Chiesa Anglicana, ha presentato relazioni e dati di grande interesse sull’espansione dei nuovi movimenti religiosi nell’Europa Orientale attraverso le relazioni del professor J. Gordon Melton, docente presso la sede di Santa Barbara dell’Università della California; della dottoressa Isotta Poggi, dell’ISAR; della dottoressa Agnes Dörr, della Conferenza Episcopale Ungherese; del professor Tadeusz Doktór, dell’Università di Varsavia; e della professoressa Eileen Barker, della London School of Economics, responsabile di INFORM. Dalle relazioni è emerso che l’Europa Orientale costituisce oggi — come ieri l’America Latina, e senza che gli sforzi in quest’ultimo continente siano stati abbandonati — l’oggetto di una massiccia opera di proselitismo da parte di tutti i nuovi movimenti religiosi. Se l’attenzione della stampa specializzata, e anche di alcuni specialisti accademici, si concentra sui nuovi movimenti religiosi più coloriti — non del tutto a torto, se si considera che vi sono più Hare Krishna in Russia che in qualsiasi altro paese del mondo, India esclusa, e che gruppi come la Scientologia e la Chiesa dell’Unificazione hanno ottenuto successi e riconoscimenti anche da governi di paesi dell’Europa Orientale —, vi è però il rischio che questi alberi nascondano la foresta, e che sfugga all’attenzione la gigantesca opera di penetrazione nei paesi dell’ex blocco comunista dei movimenti religiosi statunitensi di origine protestante e di tipo evangelico e pentecostale. Le resistenze teologiche e strategiche che le Chiese Ortodosse sembrano in grado di offrire all’espansione evangelico-pentecostale, particolarmente in Russia e in Romania, sembrano modeste, e gli studi del professor J. Gordon Melton segnalano la concreta possibilità che il protestantesimo di tipo evangelico-pentecostale diventi la religione di maggioranza relativa in diversi paesi dell’Europa Orientale nel giro di non molti decenni, ripercorrendo schemi e strategie già sperimentati con successo in America Latina.

La quinta sessione plenaria — presieduta da don John Wijngaards, del centro cattolico londinese Housetop — ha presentato le reazioni di alcune Chiese e comunità cristiane ai successi dei nuovi movimenti religiosi in Europa: il Consiglio Mondiale delle Chiese, la Chiesa d’Inghilterra, le Comunità luterane, le Comunità calviniste e presbiteriane e la Chiesa cattolica. La posizione cattolica è stata illustrata da padre Michael Paul Gallagher S.J., del Pontificio Consiglio per il Dialogo con i Non Credenti, che, in una relazione particolarmente apprezzata, ha insistito sul ruolo che gli Esercizi Spirituali di sant’Ignazio di Loyola, in particolare nella parte relativa al discernimento degli spiriti, potrebbero — e dovrebbero — avere appunto per discernere e valutare il tipo di scelte che portano molti giovani e meno giovani ad aderire alle nuove religioni, scelte che spesso derivano — in termini ignaziani — dall’errore consistente nel far elezione in un momento di desolazione.

La sesta sessione plenaria, presieduta dal professor David Schiff, della London School of Economics, è stata dedicata alle reazioni della stampa e dei tribunali all’attività delle nuove religioni negli Stati Uniti d’America e in Europa. Le relazioni del professor James T. Richardson dell’Università del Nevada, dell’avvocato Michael W. Homer di Salt Lake City, nello Utah, e del professor James A. Beckford dell’Università di Warwick hanno fatto cenno all’episodio di Waco, in Texas, spesso riferito dalla stampa in modo gravemente impreciso.

Ai movimenti “anti-sette” — di origine laica quando non laicista — e “contro le sette” — di origine religiosa, quasi sempre protestante — è stata dedicata la settima sessione plenaria, presieduta dallo storico svizzero Jean-François Mayer e nel corso della quale hanno tenuto relazioni il direttore del CESNUR, dottor Massimo Introvigne, di Alleanza Cattolica, e il sociologo Phillip Hammond, dell’Università della California. Lo studioso italiano ha messo particolarmente in luce i presupposti diversi sulla cui base operano i movimenti “anti-sette” e quelli “contro le sette”, da cui deriva l’impossibilità, a lungo termine, di una collaborazione fra i due tipi di movimenti e l’inevitabile insorgere di conflitti.

Oltre alle sette sessioni plenarie il seminario ha comportato altre otto sessioni, in cui sono state presentate trentotto relazioni da parte di specialisti provenienti da venti paesi diversi dell’Europa, delle Americhe, dell’Australia e di Israele. Queste sessioni hanno riproposto, con riferimento a paesi e a movimenti particolari, i temi centrali del convegno: l’avanzata delle nuove religioni nell’Europa dell’Est, le reazioni delle Chiese e dei tribunali; la presenza di movimenti religiosi nuovi collegati all’immigrazione nell’Europa Occidentale, con relazioni, per esempio, sui rastafariani in Europa, del professor Stephen D. Glazier dell’Università del Nebraska; sui nuovi movimenti islamici in Occidente, del professor Peter Clarke del King’s College di Londra; e sulle Chiese africane indipendenti in Gran Bretagna, del professor Jack Thompson dei Selly Oak Colleges di Birmingham. Una sessione è stata dedicata alla situazione della Scandinavia — con una relazione anche sull’Islanda —, e un’altra alle nuove forme di penetrazione dell’occultismo e dell’esoterismo in Europa, in particolare attraverso i corsi di formazione e l’uso dell’astrologia nelle grandi industrie trans-nazionali. Numerose relazioni sono state dedicate al New Age, fra cui quella del professor Paul Heelas, dell’Università di Lancaster, sulla sociologia del New Age, e quella di padre Richard Bergeron, del Centre d’Information sur les Nouvelles Religions di Montréal, in Canada, sulla risposta cristiana al New Age.

Il seminario — concluso con una visita a luoghi significativi della nuova religiosità e della storia dei movimenti magici a Londra, guidata dal professor J. Gordon Melton — ha avuto eco sulla stampa britannica e internazionale, con cenni anche su quella italiana.

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