Lettera pastorale per la festa del Sacro Cuore di Gesù 2009 in occasione della commemorazione degli eventi del 1809

Alleanza Cattolica 11 anni fa
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Cristianità n. 352 (2009)

 

L’oggi del Sacro Cuore. Lettera pastorale dei quattro vescovi dell’antico Tirolo, in Vita trentina. Settimanale diocesano di informazione del Trentino, anno 84, n. 23, Trento 3-6-2009, p. 15. Titolo redazionale. Il documento si richiama all’insorgenza tirolese del 1809, guidata dall’oste della Val Passiria Andreas Hofer (1767-1810) contro i rivoluzionari francesi e bavaresi e conclusasi con la sconfitta degl’insorgenti, inizialmente vittoriosi. Hofer, fucilato a Mantova nel 1810, è considerato tuttora un eroe dalla popolazione tirolese. Sull’insorgenza, cfr. Francesco Mario Àgnoli, Andreas Hofer, eroe cristiano, con una Prefazione di Marco Tangheroni (1946-2004), RES, Milano 1979; e Centro Culturale Romano Guardini (a cura di), Andreas Hofer eroe della fede. Atti del Convegno “Andreas Hofer eroe della fede. Un popolo in movimento”. Bolzano, 8-3-1997, con una Prefazione di Franco Cardini, il Cerchio, Rimini 1998.

 

 

Cari fedeli delle Diocesi dell’antico Tirolo!

La festa del Sacro Cuore di Gesù

Nel 1796, di fronte alla minaccia di invasione da parte delle truppe di Napoleone, le rappresentanze dei ceti del Tirolo riuniti a Bolzano hanno fatto il voto di celebrare solennemente ogni anno la festa del Sacro Cuore di Gesù, cosa che è avvenuta per la prima volta il 3 giugno 1796 nella chiesa parrocchiale di Bolzano (un tempo appartenente alla diocesi di Trento). È cosa buona e giusta che anche noi fedeli, in continuità con i nostri predecessori, vogliamo rinnovare pubblicamente la nostra fedeltà all’amore di Dio manifestato nel Cuore di Gesù. Il passo tratto dal capitolo 19 del Vangelo di Giovanni, previsto per la festa del Sacro Cuore di Gesù, termina con una citazione della Sacra Scrittura: “Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto” (Gv. 19,37). “Nella sua morte in croce si compie quel volgersi di Dio contro se stesso nel quale Egli si dona per rialzare l`uomo e salvarlo — amore, questo, nella sua forma più radicale” (Papa Benedetto XVI, Deus caritas est, 12). Il cuore salva quando si apre, si sacrifica e si dona. Così nel Cuore di Gesù troviamo il centro del cristianesimo. E questo Cuore fa appello al nostro cuore: ci invita ad aprirci, ad amare e a donarci a lui, nostro Dio, e con lui trovare la pienezza dell’amore e della vita.

Il vero senso della libertà

Possiamo interpretare gli eventi del 1809 nel segno della libertà: come tentativo di conquistare la libertà politica dalla Baviera, che era alleata con i francesi, e anche come protesta contro la repressione illuministica delle più amate tradizioni religiose. In questo contesto ci vogliamo interrogare su che cosa possa voler significare libertà nel ventunesimo secolo. Libertà non significa fare e lasciar fare tutto quello che uno vuole. La libertà individuale trova in primo luogo i suoi limiti nella libertà e nei diritti delle altre persone. In secondo luogo la libertà si rapporta sempre con la domanda sul senso della vita umana. Come può realizzarsi veramente questa vita? Come può l’uomo raggiungere la sua felicità? Saremo veramente felici e contenti dopo aver sperimentato tutto, dopo che ci siamo concessi tutto? Oggigiorno non si stanno forse facendo strada nuove forme di consumismo? È veramente desiderabile una libertà così “vuota”?

La vera libertà non consiste nel tenere aperte sempre tutte le possibilità, ma essa deve essere pronta a “riempirsi” di opere significative e deve saper assumersi degli impegni. In ultima analisi la libertà è orientata dall’amore: dalla risposta d’amore all’amore originario di Dio, dai rapporti d’amore con il nostro prossimo, da un sano amore di sé, nel quale sviluppiamo le nostre capacità; è orientata sul rispetto per il creato e per l’ambiente in cui viviamo e di cui siamo responsabili.

Libertà religiosa

A partire da queste premesse ci dobbiamo interrogare circa l’esperienza della libertà religiosa e circa la libertà politica nella nostra terra. Sicuramente la nostra Costituzione garantisce il libero esercizio della religione. Ciò non significa che vada tutto bene. Sta serpeggiando una pressione per eliminare la realtà religiosa dalla vita pubblica, oppure per renderla ridicola e sorpassata. Posizioni laicistiche presentano pure un aspetto di intolleranza, che spesso sfrutta la presenza di altre religioni per eliminare tradizioni religiose, simboli corrispondenti o festività, ad esempio dalle scuole o dagli asili.

Il riconoscimento della libertà di religione come diritto fondamentale di tutte le persone richiede anche che noi permettiamo la professione di altre religioni e che in tal senso ne creiamo le premesse, sempre rispettando le esigenze di tutti e le leggi dello Stato. Libertà di religione significa anche consentire alla Chiesa di impegnarsi, a servizio del bene comune, per i diritti di tutte le persone, compresi i bambini non nati, i diversamente abili, i malati e coloro che hanno bisogno di assistenza.

Categorie:
  Cristianità, Magistero episcopale
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 Alleanza Cattolica

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Alleanza Cattolica è un’associazione di laici cattolici che si propone lo studio e la diffusione della dottrina sociale della Chiesa. Il motto dell’associazione è “Ad maiorem Dei gloriam et socialem”, “Per la maggior gloria di Dio anche sociale”. Lo stemma di Alleanza Cattolica è costituito da un’aquila nera con un cuore rosso sormontato dalla croce. L’aquila è l’animale simbolico dell’apostolo san Giovanni e testimonia la volontà di essere figli di Maria, come l’Apostolo prediletto che ha riposato sul Cuore di Gesù. Circa il cuore, dice Pio XII che “è […] nostro vivissimo desiderio che quanti si gloriano del nome di cristiani e intrepidamente combattono per stabilire il regno di Cristo nel mondo, stimino l’omaggio di devozione al Cuore di Gesù come vessillo di unità, di salvezza e di pace”. Circa la croce sul cuore, cfr. il Cantico dei Cantici (8, 6): “ponimi come sigillo sul tuo cuore”.