La luce da Oriente

Dal Sacro Monte di Varese alla geopolitica religiosa di Solov'ëv per domandarsi a chi apparteniamo, a chi appartiene davvero il mondo
Gabriele Fontana 1 anno fa
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di Gabriele Fontana

Il Sacro Monte di Varese, in Lombardia, via sacra scandita dalle cappelle dedicate ai misteri del rosario che conduce al santuario dedicato all’incoronazione di Maria, ha un posto speciale nella devozione di Alleanza Cattolica. Il ramo lombardo dell’associazione vi svolge annualmente il proprio pellegrinaggio, offrendo a Maria Regina il proprio apostolato. Parimenti la pratica di salire il monte recitando il rosario è molto diffusa tra i fedeli del territorio circostante, tanto che, alle 7 di ogni sabato mattina, i sacerdoti del santuario guidano i pellegrini oranti lungo la salita.

Ascendere il Sacro Monte offre molte suggestioni, come vedere sorgere il Sole della prima alba dell’inverno nascente, attimo colto magistralmente da un’immagine fotografica scattata da un amico al termine della salita.

Il Sole nascente e la colonna sormontata dalla Croce richiamano immediatamente all’identificazione di Cristo con il Sole stesso.

Fotografia di Giambattista Pirola, 22 dicembre 2018

 

“…grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio,
per cui verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge
per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre
e nell’ombra della morte
e dirigere i nostri passi sulla via della pace.”

 

Così recita il cantico di Zaccaria (Lc 1, 78-79) e il tema della luce pervade tutta la liturgia del tempo di Natale.

Allo stesso modo, come la Terra si rallegra ogni mattina quando sorge il Sole a liberarla dalle tenebre, il Natale è l’alba della nostra liberazione.

Il Sole che sorge a est richiama anche la frase proverbiale latina ex oriente lux, “la luce viene da oriente”, frase che ha avuto le interpretazioni più svariate, certamente il fascino esercitato dalle civiltà orientali, ma ovviamente anche il riferimento alla luce che proviene dal Vangelo, così spiegando il tradizionale orientamento al sorgere del Sole delle chiese cristiane.

Al contrario di molti altri motti latini, non lo si può attribuirlo a un autore preciso, ma un bel riferimento letterario recente è in un componimento poetico, dallo stesso titolo, del pensatore russo ortodosso Vladimir Sergeevič Solov’ëv (1853-1900), il cui genio multiforme spaziò dalla filosofia, alla teologia e alla letteratura. In Italia, la sua fama, più che alla sua pressoché sconosciuta produzione poetica, è dovuta principalmente al Racconto dell’Anticristo, rappresentazione profetica narrativa di un mondo desacralizzato e ingannato da falsi profeti. Ecco la sua poesia

 

 

EX ORIENTE LUX

«Dall’Oriente la luce, vigore dall’Oriente!».

Apprestatosi a dominare l’intero mondo,

il signore dell’Iran ha spinto sotto le Termopili

le mandre dei suoi schiavi.

Ma non invano all’Ellade fu concesso

il dono di Prometeo: pallide

fuggono le turbe degli schiavi

dinanzi a un pugno di cittadini eroici.

E chi giunse invece all’Indo e al Gange

attraverso sentieri di gloria?

Le falangi macedoni ora,

or l’aquila imperiale di Roma.

E con la forza delle leggi e della ragione –

di universali princìpi –

fu eretto l’impero di Occidente,

e Roma unificò il mondo.

Cosa dunque ancora mancava?

Perché il mondo di nuovo fu intriso nel sangue?

– L’anima dell’universo anelava

allo spirito della fede e dell’amore.

E il verbo profetico non fu menzognero:

e risplendé la luce dell’Oriente,

e ciò ch’era stato impossibile essa

lo annunciò e lo promise.

E propagandosi per gli spazi,

gravida di celesti presagi e podestà,

quella luce scaturita dall’Oriente,

l’Oriente pacificò con l’Occidente.

O Russia! rapita in una sublime preveggenza,

tu sei preda di un superbo pensiero;

ma quale Oriente vuoi dunque tu essere:

l’Oriente di Serse o di Cristo?

(Traduzione dal russo di Leone Pacini Savoj)

 

Il componimento è stato scritto nel 1890, all’apice dell’espansione dell’impero russo. Con grande suggestione, in pochi versi spazia e tenta l’interpretazione di 2500 anni di storia, per poi chiudersi con una domanda non priva di attualità geopolitica. Di chi vuole essere quell’Oriente, che in qualche modo ha riscoperto e riportato in onore il cristianesimo, resta una domanda attualissima. Si può però facilmente fare nostro il quesito e riformularlo così: quale Occidente? Di chi vogliamo essere?

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 Gabriele Fontana

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