“Natale in Cina: senza chiesa, senza canti, o con la visita della Pubblica sicurezza (II)”

Un sacerdote della comunità non ufficiale racconta della celebrazione natalizia in una casa, di nascosto, senza decorazioni e senza sfarzo. La comunità ufficiale soffre invece di tutti i controlli governativi. La seconda parte di una serie di testimonianze.
Alleanza Cattolica 6 mesi fa
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Da AsiaNews del 20/12/2019

Roma (AsiaNews) – In Cina vi sono comunità che da anni non hanno possibilità di celebrare la messa di Natale: sono alcune comunità non ufficiali che le autorità governative hanno preso di mira, allontanando i sacerdoti e chiudendo gli edifici sacri. È questo un altro dei volti con cui il Natale viene festeggiato in Cina da fedeli che accettano questa sofferenza “per il Signore e per la fedeltà alla Sua Chiesa”. Presentiamo qui la testimonianza di un sacerdote della comunità non ufficiale, che risiede nel nord-ovest della Cina, e quella di un sacerdote della comunità ufficiale, del nord del Paese. Quest’ultimo, pur avendo la libertà di celebrare messa in chiesa, rimane sotto il controllo delle guardie di Pubblica sicurezza. Questa è la seconda parte di una serie. Per la prima parte vedi qui.

Non abbiamo né chiesa, né decorazioni. La nostra Eucaristia domenicale di solito viene celebrata in una casa di fedeli e anche a Natale non si fa eccezione. Si prepara una tavola, la si copre con una tovaglia bianca, e si appresta tutto l’occorrente per la messa. Circa 100 fedeli si affollano nella camera da letto e nell’anticamera per partecipare all’Eucaristia. Dal momento che l’atmosfera esterna è molto tesa, per motivi di sicurezza tiriamo le tendine delle finestre, teniamo basso il tono delle nostre preghiere, per non attirare l’attenzione della gente che passa vicino.  Ancora per motivi di sicurezza, durante la messa, sacerdote e fedeli non cantano nessuna parte della liturgia, ma la recitano soltanto. Per creare l’atmosfera natalizia, la famiglia che ospita la celebrazione prepara il presepio.  

Questa è la nostra celebrazione del Natale. Sebbene un po’ semplice, ne siamo soddisfatti e grati, perché per lo meno abbiamo ancora la possibilità di celebrarlo insieme. In altre parrocchie della nostra diocesi, in anni recenti ai sacerdoti è stato proibito di celebrare il Natale; parecchi dei loro luoghi di culto sono stati chiusi. non sono permesse celebrazioni di Natale persino in posti remoti. A causa di ciò, in parecchi luoghi, i fedeli sono senza messa di Natale da anni. 

Vogliamo volentieri soffrire per il Signore e per la fedeltà alla Sua Chiesa. Duemila anni fa il Salvatore non è nato in circostanze simili? Speriamo di poter celebrare il S. Natale in pace. Speriamo che la nostra Chiesa possa presto godere della libertà religiosa. Signore Gesù, vieni presto!

Don Giovanni 

Prima del Natale, i fedeli praticano i canti natalizi, e, secondo la tradizione, si fanno i preparativi per la celebrazione. Qualche giorno prima di Natale si decora la chiesa e in un posto conveniente si preparano il presepio e l’albero di Natale.  Alla vigilia di Natale, dopo la Messa della vigilia, i fedeli fanno uno spettacolo. Dopo una breve pausa, si celebra la Messa di mezzanotte, dando il benvenuto al Bambino Gesù.

Il governo ogni anno prima di Natale manda i suoi funzionari, tra cui membri del Fronte unito, dell’Ufficio per gli affari religiosi, del Comitato del vicinato e della Pubblica Sicurezza, da un lato, per presentare gli auguri, e dall’altro, per raccomandare di fare attenzione alla sicurezza pubblica e alla prevenzione di incendi. Negli ultimi due anni raccomanda anche di non permettere la partecipazione ai giovani (sotto i 18 anni). Grazie ai buoni rapporti e alla benevolenza delle autorità locali, si limitano a dirlo a voce, ma senza proibirlo di fatto. Alla vigilia di Natale, la Pubblica Sicurezza manda alcune guardie per assicurarsi che non ci siano incendi, furti e incidenti, fino alla fine della cerimonia.

Don Daniele

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