«Spiritismo e nuove religioni»

Alleanza Cattolica 32 anni fa
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Cristianità n. 163-164 (1988)

 

Un qualificato contributo alla comprensione di fenomeni che lavorano significativamente il tessuto sociale, presupposto per contrastarli in modo non superficiale e spontaneistico.

 

Studiati in un seminario internazionale a Foggia

«Spiritismo e nuove religioni»

 

Organizzato dal CESNUR, il Centro Studi sulle Nuove Religioni, in collaborazione con il locale Istituto Superiore di Scienze Religiose, il 29 ottobre 1988 si è tenuto presso l’Auditorium della Biblioteca Provinciale di Foggia un seminario internazionale sul tema Spiritismo e nuove religioni. Tale seminario — che ha avuto vasta eco sulla stampa e presso le televisioni private locali ed è stato segnalato dalla stampa nazionale — è stato aperto da S.E. mons. Giuseppe Casale, arcivescovo di Foggia-Bovino, che ne ha poi presieduto tutte le sessioni, con un’importante introduzione in cui ha presentato le iniziative e i programmi futuri del CESNUR, del quale è presidente, sottolineando la sua natura di centro di ricerca scientifica e accademica chiamato a operare con criteri diversi rispetto a quelli degli organismi pastorali che si occupano degli stessi problemi e con i quali pure intende collaborare. Mons. Giuseppe Casale ha poi offerto elementi di riflessione sulla deontologia della ricerca scientifica nel delicato settore delle nuove religioni e sul problema della libertà religiosa, rilevando come nel moderno Stato laico, che per definizione non si occupa di dottrine ma solo di comportamenti, i cattolici non possono non considerare con sospetto ogni uso improprio delle leggi esistenti e ogni proposta di leggi «speciali» che, con il pretesto di colpire le «sette», si mostrino in realtà atte a essere applicate contro ogni forma di esperienza religiosa che appaia troppo «forte» alla mentalità moderna, avvenga questa nell’ambito di religioni maggioritarie o minoritarie. Sono quindi seguite due relazioni-quadro. Nella prima il professor Régis Ladous, dell’Università di Lione, ha offerto Elementi di storia dello spiritismo classico dalla Rivoluzione francese alla Seconda Guerra Mondiale. Prendendo come punto di riferimento l’ambiente francese — su cui ha segnalato di volta in volta gli influssi inglesi e americani — il docente lionese ha insistito sul contesto politica e culturale in cui nasce lo spiritismo, fenomeno tipicamente moderno, la cui ideologia presenta elementi di contatto con il socialismo utopistico e i cui padri fondatori in Francia hanno frequentato i circoli libertari e socialisti. Con il declino del socialismo detto utopistico, sostituito dal marxismo, lo spiritismo ha perso parte della sua importanza politico-culturale, ma ha continuato a esercitare un’influenza sulla letteratura e sulla scienza, in particolare sulla psichiatria dove ha trovato — ha affermato Régis Ladous — un «figlio affettuoso» in Théodore Flournoy e un «figlio ingrato» in Sigmund Freud. Oggi lo spiritismo classico — ha concluso il professore lionese, citando esperienze personali — viene riscoperto in ambienti giovanili, dove spesso il gioco sfugge di mano a chi lo pratica con esiti talora tragici. Nella seconda relazione-quadro il dottor Massimo Introvigne — di Alleanza Cattolica e direttore del CESNUR — ha presentato Il «channeling»: uno spiritismo moderno?, cercando anzitutto di segnalare gli elementi che distinguono da quello classico il nuovo spiritismo chiamato channeling, dove si presentano a parlare, tramite i «canali» o medium, anche «entità» diverse dagli spiriti dei defunti, per esempio «esseri multipersonali» composti da «frammenti» di più d’una personalità o anche «archetipi» dell’inconscio collettivo descritto da Carl Gustav Jung, che vengono esplicitamente presentati come tali. Spiritismo «dopo Jung», il channeling è stato definito dal relatore anche come «spiritismo dopo il “New Age”» giacché — anche se preparato da tendenze presenti nello spiritismo classico — emerge all’interno del più generale «rovesciamento di paradigmi» in tutti i settori della vita umana noto appunto come New Age. Un esame dei testi classici del channeling — le comunicazioni dell’«entità» Seth a Jane Roberts, la letteratura sul giardino di Findhorn e A Course in Miracles, un «nuovo vangelo» di tono gnostico asseritamente dettato da Gesù Cristo a Helen Schucman, una docente di psicologia della Columbia University di New York — e del più recente Channeling-spettacolo californiano animato dall’attrice Shirley MacLaine, ha permesso al relatore di concludere che il nuovo spiritismo dei «canali» è il veicolo di un’ideologia tipica del New Age, in cui spariscono le distinzioni fra il soggetto e l’oggetto, fra il pensiero e la realtà e, in ultimo, fra l’uomo e Dio. La seconda sessione ha presentato tre figure a diverso titolo emblematiche nella storia dello spiritismo. Il dottor Ermanno Pavesi, di Alleanza Cattolica, psichiatra a Sciaffusa, ha parlato di Franz Anton Mesmer mostrando come il medico svevo vissuto dal 1734 al 1815, con la sua teoria del magnetismo animale sia il vero padre dello spiritismo e insieme una figura chiave per comprendere un’ampia serie di aspetti della cultura moderna cha vanno dalla filosofia di Arthur Schopenhauer alla psicoanalisi di Sigmund Freud e di Carl Gustav Jung. Lo storico e giurista statunitense Michael Homer ha poi illustrato la figura di Sir Arthur Conan Doyle, vissuto dal 1859 al 1930, il creatore di Sherlock Holmes, e ne ha descritto l’itinerario religioso dall’abbandono della religione cattolica in cui era stato educato, attraverso l’interesse per il mormonismo — rigettato a causa della poligamia, come emerge dal romanzo Uno studio in rosso —, fino alla trasformazione in apostolo e missionario dello spiritismo. Lo studioso americano ha concluso mostrando come il razionalismo scientista di Sherlock Holmes e la fede cieca negli spiriti — e perfino nelle fate — possono perfettamente coesistere nella stessa mentalità, e come appunto di questa mentalità abbia inteso prendersi gioco lo scrittore cattolico Gilbert K. Chesterton creando, con il personaggio di Padre Brown, un «anti-Sherlock Holrnes». Esperienze simili sono state illustrate dal professor Corrado Gnerre — di Alleanza Cattolica, docente di Storia delle nuove religioni presso l’Istituto Filosofico-Teologico SS. Cirillo e Metodio di Vallo della Lucania — attraverso l’analisi della carriera di Eusapia Palladino, una medium dell’Italia Meridionale vissuta dal 1854 al 1918 e nota per avere clamorosamente convertito allo spiritismo scienziati positivisti, fra cui il criminologo Cesare Lombroso. Le conclusioni del convegno sono state tratte in una relazione del professor Jean-Francois Mayer di Friburgo — letta dal dottor Massimo Introvigne — e dal teologo don Pietro Cantoni. Jean-Francois Mayer ha trattato del rapporto fra spiritismo e nuove religioni, che non va esagerato etichettando come «spiritismo» ogni sorta di comunicazione con il cielo, ma che pure esiste: vi sono nuove religioni i cui fondatori sono passati attraverso esperienze spiritiste — come l’antoinismo belga e il caodaismo vietnamita — e altre che con lo spiritismo hanno, insieme a differenze, momenti di analogia, come i contatti con «maestri misteriosi» di figure come Alice Bailey, Helena Roerich, Benjamin Creme e le «nuove rivelazioni» dell’area di lingua tedesca come Vita Universale, Ordine Fiat Lux e Michaels-vereinigung. Anche alcune nuove religioni orientali presentano elementi che — in un contesto del tutto diverso, di cui va tenuto conto — ricordano la medianità dello spiritismo. Don Pietro Cantoni ha presentato il giudizio della Chiesa cattolica sullo spiritismo, desunto dalla Scrittura e dal Magistero. Le anime dei defunti possono manifestarsi agli uomini, ma solo quando Dio lo vuole e lo comanda. Il contatto con gli spiriti volontariamente ricercato dagli uomini è contrario alla legge di Dio ed è vietato dalla Chiesa. Quanto alla natura delle manifestazioni spiritiche la truffa, la psicologia e la parapsicologia ne spiegano una buona parte; rimane un residuo inspiegato in cui la Chiesa sospetta — pur senza pronunciarsi in via definitiva al proposito — l’influsso di forze demoniache: ed è questo un ulteriore motivo per vietare ai fedeli la partecipazione a sedute dei medium di stile antico o moderno.

Circa duecento persone hanno seguito fino alla fine l’impegnativo seminario. Al termine, mons. Giuseppe Casale ha preannunciato la pubblicazione degli atti di questa nuova tappa del programma di ricerca del CESNUR, e l’organizzazione, nel settembre del 1989, di un nuovo seminario, di quattro giorni, sul tema Nuove rivelazioni e nuove religioni. 

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