Straordinari prodigi – San Giuseppe da Copertino

di Marco Tangheroni
Marco Tangheroni 1 anno fa
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Patrono di Osimo e della sua cittadina natale. Patrono degli studenti. Francescano conventuale, nacque a Copertino, in provincia di Lecce, nel 1603. Ordinato sacerdote nel 1628. La sua vita fu piena di estasi, di miracoli, di profezie. Ciò però lo rese sospetto al Santo Uffizio di Napoli che, nel 1638, lo sottopose a processo, ma poi lo riconobbe innocente. Tuttavia, nel timore di abusi popolari venne allontanato dal regno e inviato ad Assisi, dove trascorse, isolato, quattordici aspri anni, tra penitenze e mortificazioni, ma anche colmato di grazie, consolazioni celesti, particolari carismi. Nel 1653 il Santo Uffizio lo costrinse ad allontanarsi anche da Assisi e solo dopo altre tappe presso conventi cappuccini poté ritirarsi presso il convento francescano di Osimo, dove morì, nelle Marche, il 18 settembre 1663, essendo sempre accompagnato da prodigi straordinari. Fu beatificato nel 1753 e canonizzato nel 1767. Così la Chiesa riconobbe che questo suo figlio, capace di rimanere fedelissimo in mezzo a tante prove, non solo era stato ingiustamente trattato da istituzioni ecclesiastiche, ma anzi era uno dei più importanti rappresentanti della pur ricchissima mistica seicentesca. Ma non dobbiamo stupirci di quel che era accaduto né tantomeno lasciarci andare a condanne sommarie. Come è successo in tempi a noi recenti, come forse sta succedendo anche ai nostri giorni, la Chiesa deve talora correre il rischio di mostrarsi dura verso i santi per non avvallare falsi mistici e falsi veggenti; spesso soltanto il tempo le permette di sceverare il grano dal loglio: magari proprio anche verificando come coloro che sono messi alla prova sono ugualmente capaci di mantenere filiale fedeltà. Ma nel tempo della prova Dio non li dimentica, colmandoli di grazie. Quale lezione per noi che vorremmo sempre il consenso, l’ammirazione, il successo. Quale invito a cercare quella vera carità che, come dice san Paolo, «non si irrita, non tiene conto del male che riceve, non gode dell’ingiustizia, ma si rallegra della verità» [1Cor 13,5-6].

 

  

Cammei di santità. Tra memoria e attesa,

Pacini, Pisa 2005, pp. 38-39

 

Mercoledì, 1 maggio 2019

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 Marco Tangheroni

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