Un’azione politica umana e cristiana per ricostruire l’identità del popolo italiano

Alleanza Cattolica 27 anni fa
Prima pagina  /  Cristianità  /  Un’azione politica umana e cristiana per ricostruire l’identità del popolo italiano

Cristianità n. 222 (1993)

 

Un’azione politica umana e cristiana per ricostruire l’identità del popolo italiano

• La situazione d’incertezza e di scon­vol­gi­men­to morale, politico, sociale ed economico, in cui versa il popolo italiano, costituisce il dram­matico punto d’arrivo di tentativi plu­ri­de­cennali — se non ormai plurisecolari — di fargli perdere o abbandonare la propria identità storica, e in particolare i propri caratteri re­ligiosi, culturali e civili, soprattutto attraverso l’a­zione d’uno Stato irrispettoso di questa iden­tità quando non apertamente avverso a essa.

• Negli ultimi cinquant’anni questo processo di snaturamento, quindi anche di scri­­­­stianizzazione, è stato realizzato con la col­­laborazione determinante — in quanto for­za politica di maggioranza relativa — di un partito, che, nato con il nome di Partito Po­polare Italiano, con quello di Democrazia Cri­­stiana ha poi di fatto egemonizzato la rappre­sen­­tanza politica dei cattolici italiani.

• Oggi il peso della «questione morale» rende evidente anche a chi non vuol vedere i frutti prodotti dall’ideologia del cattolice­simo democratico che, caratterizzata dal­­la os­­sessiva ricerca del com­­­­promesso con le ideologie anticristiane del liberalismo, del socialismo e del comunismo, ha spinto il mondo cattolico alla collaborazione con le forze che, di volta in volta, hanno guidato il processo di sna­tu­­­­­­­­ra­men­to e di scri­stia­niz­za­zio­ne del popolo ita­liano, e ora va trascinando con sé tale mon­do nel discredito morale.

Di fronte al tentativo di perpetuare il danno con presunte rifondazioni e di proporre come via di salvezza uomini e ideologie che sono alla radice dei mali di cui muore il popolo italiano

Alleanza Cattolica fa appello

alle associazioni, ai movimenti, ai gruppi e a tutti i cattolici e agli italiani che riconoscono i princìpi del diritto naturale, quale fon­damento certo dei diritti della persona e della ordinata convivenza civile.

Princìpi inderogabili

In questa fase della sua storia il popolo italiano ha bisogno di restaurare la propria identità sfigurata e confusa, quando non cancellata, e di ricostruire il proprio tessuto sociale lacerato e la sua dimensione statuale facendo riferimento a princìpi saldi e inderogabili, e non già a vaghi e fumosi programmi partitici:

1. il diritto alla vita, dal concepimento alla morte naturale, come fondamento della vita politica, con una legislazione che aiuti l’accoglienza del nascituro e la gestante in difficoltà, riformi radicalmente la disciplina dell’aborto, riconduca l’ingegneria genetica al rispetto del diritto naturale, tuteli realmente la salute di tutti, impedisca la ghettizzazione dell’anziano, vieti ogni forma di eutanasia;

2. la famiglia come soggetto politico primario della vita sociale e come oggetto di particolare attenzione legislativa, attraverso la piena attuazione dei precetti costituzionali di sostegno alle famiglie numerose, di consistenti sgravi fiscali in proporzione al numero dei figli, del salario commisurato alle esigen­ze fa­miliari, del riconoscimento del­l’at­ti­vità della madre all’interno della famiglia con la sua equiparazione al lavoro extradomestico;

3. la libertà di educazione sotto il duplice profilo della piena equiparazione della scuola privata a quella pubblica, con l’e­­­­li­­­minazione degli aggravi economici per chi scelga la prima, e del serio contrasto alla por­nografia, alla droga e a quanto sia per i più giovani di incentivo alla violenza e alla devianza;

4. il municipio quale primo corpo intermedio territoriale, con una revisione della le­gislazione nella direzione di una effettiva autonomia amministrativa e fiscale, con il riconoscimento del diritto all’aggregazione in strutture territoriali più vaste a seconda delle necessità reali e con il coordinamento con strutture di rappresentanza familiare;

5. l’applicazione effettiva da parte dello Stato dei principi di solidarietà e di sus­si­dia­rie­tà in tutta la vita sociale, secondo la mas­sima «tanta libertà quanta è possibile, tanto Stato quanto è necessario», procedendo, fra l’altro,

— per quanto riguarda la solidarietà verso le fasce più deboli della popolazione, a smantellare l’apparato burocratico che divora le risorse destinate all’assistenza e favorendo le iniziative volte a incentivare l’oc­cu­pazione, con la diminuzione dei costi fiscali del lavoro, soprattutto giovanile;

— per quanto riguarda la sussidiarietà, a restituire alla società tutti gli ambiti della vita culturale ed economica che ha indebitamente occupato, quindi ad allentare radicalmente l’insopportabile pressione fiscale che impedisce la ripresa della vita economica, e, per contro, a impegnarsi nei settori di sua diretta competenza, cominciando dalla lotta alla mafia e alla criminalità organizzata, da affrontare con una legislazione penale e processuale adeguata alla realtà delinquenziale, con risorse non irrisorie e senza lassismi e perdonismi demagogici.

Alleanza Cattolica è pronta a dare il proprio contributo all’approfondimento e alla concreta articolazione di questi princìpi, nella prospettiva della dimensione sociale della nuo­va evangelizzazione.

Il Capitolo Nazionale di Alleanza Cattolica

Roma, 4 ottobre 1993
San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia

Categorie:
  Cristianità, Editoriali e note non firmate
Autore

 Alleanza Cattolica

  (2698 Articoli)

Alleanza Cattolica è un’associazione di laici cattolici che si propone lo studio e la diffusione della dottrina sociale della Chiesa. Il motto dell’associazione è “Ad maiorem Dei gloriam et socialem”, “Per la maggior gloria di Dio anche sociale”. Lo stemma di Alleanza Cattolica è costituito da un’aquila nera con un cuore rosso sormontato dalla croce. L’aquila è l’animale simbolico dell’apostolo san Giovanni e testimonia la volontà di essere figli di Maria, come l’Apostolo prediletto che ha riposato sul Cuore di Gesù. Circa il cuore, dice Pio XII che “è […] nostro vivissimo desiderio che quanti si gloriano del nome di cristiani e intrepidamente combattono per stabilire il regno di Cristo nel mondo, stimino l’omaggio di devozione al Cuore di Gesù come vessillo di unità, di salvezza e di pace”. Circa la croce sul cuore, cfr. il Cantico dei Cantici (8, 6): “ponimi come sigillo sul tuo cuore”.