Lettera aperta contro il disegno di legge sulla manipolazione mentale

Alleanza Cattolica 16 anni fa
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CESNUR, Cristianità n. 322 (2004)

 

Documento trascritto da www.cesnur.org, dov’è presente dal 6-4-2004

 

 

Egregio Presidente Ciampi,

Egregio Presidente Berlusconi,

Egregio Vice-Presidente Fini,

L’Italia è stata per anni riconosciuta come uno dei paesi del mondo più favorevoli alla libertà religiosa. Sembra che ora la situazione stia cambiando.

Il 4 marzo scorso la Commissione Giustizia del Senato ha approvato un disegno di legge che introduce nel Codice penale un nuovo articolo 613-bis, che crea il reato di “manipolazione mentale” e prevede che “chiunque mediante tecniche di condizionamento della personalità o di suggestione praticate con mezzi materiali o psicologici, pone taluno in uno stato di soggezione continuativa tale da escludere o da limitare grandemente la libertà di autodeterminazione è punito con la reclusione da due a sei anni”, con pene ancora aumentate “se il fatto è commesso nell’ambito di un gruppo che promuove o pratica attività finalizzate a creare o sfruttare la dipendenza psicologica o fisica delle persone che vi partecipano”. Sappiamo bene che la Corte Costituzionale italiana nel 1981 ha dichiarato incostituzionale una norma analoga relativa al “plagio”. Consideriamo quella sentenza della Corte Costituzionale di rilievo internazionale ed estremamente saggia.

Siamo studiosi che si sono occupati di minoranze religiose, di nuovi movimenti religiosi e delle cosiddette “sette” per molti anni, anche se da prospettive fra loro diverse. Ci rendiamo conto che in Italia c’è una preoccupazione del tutto legittima nei confronti delle attività illegali di un piccolo numero di movimenti religiosi, e delle frodi perpetrate da “operatori dell’occulto” di vario genere. Secondo la nostra esperienza, tuttavia, questi abusi sono colpiti in modo molto più efficace attraverso la puntuale applicazione delle leggi ordinarie che puniscono i reati comuni.

Al contrario, leggi speciali contro le “sette” mettono in pericolo la libertà religiosa di tutti i cittadini. Dal momento che non c’è neppure una definizione condivisa di “setta”, queste leggi possono colpire anche movimenti che operano all’interno delle Chiese maggioritarie. Sulla base della nostra esperienza, riteniamo che il lavaggio del cervello o la manipolazione mentale la cui pratica è attribuita a certi movimenti religiosi non costituiscano categorie accettate o accettabili dalla comunità scientifica. Né crediamo che sia veramente possibile distinguere chiaramente fra un processo di conversione lecito e “tecniche di suggestione” illegali. Troppe volte abbiamo constatato come categorie spurie quali quelle di manipolazione mentale, plagio o lavaggio del cervello siano state usate per discriminare certi tipi di idee, proclamando che si tratta di idee talmente “strane” che solo una persona “manipolata” può essere indotta a professarle. La discriminazione contro le idee, non importa quanto bizzarre e impopolari, è una tentazione cui le nostre democrazie dovrebbero essere capaci di resistere.

Con il dovuto rispetto, vi chiediamo di fare il possibile, nell’ambito delle rispettive competenze istituzionali, per prevenire l’approvazione di una legge che danneggerebbe seriamente l’immagine internazionale dell’Italia e la farebbe includere nella lista di quei paesi dove la libertà religiosa non è pienamente protetta.

Con osservanza,

Massimo Introvigne
Direttore, CESNUR, Torino

PierLuigi Zoccatelli
Vice-Direttore, CESNUR, Torino

Andrea Menegotto
Coordinatore regionale
del CESNUR, Milano

Giorgio Bouchard
Già Presidente
della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia

Enzo Pace
Università di Padova

Domenico Maselli
Università di Firenze

Luigi Berzano
Università di Torino

Maria Immacolata Macioti
Università di Roma La Sapienza

Clemente Lanzetti
Università Cattolica
del Sacro Cuore di Milano

Fanny Cappello
Università di Bologna

Veronica Roldán
Università Roma Tre

Gordon Melton
Institute for the Study of American Religion, Santa Barbara (California)

Eileen Barker
London School of Economics

David G. Bromley
Virginia Commonwealth University

James T. Richardson
University of Nevada, Reno

Rodney Stark
University of Washington

Jim Beckford
University of Warwick

Karel Dobbelaere
Katholieke Universiteit Leuven

Roland Campiche
Université de Lausanne

Thomas Robbins
Rochester, Minnesota

Jeremy Gunn
Emory University, Atlanta

Pauline Côté
Université Laval, Québec

Liliane Voyé
Université Catholique de Louvain

George D. Chryssides
University of Wolverhampton

Timothy Miller
University of Kansas

Phillip Charles Lucas
Stetson University

Jane Williams-Hogan
Bryn Athyn College

Susan Palmer
Dawson College, Montréal

Milda Alisauskiene
New Religions Research
and Information Centre, Vilnius

Rebecca Moore
San Diego State University

Newton Malony
Fuller Theological Seminary

Lorne Dawson
University of Waterloo,
Waterloo (Ontario)

Michelene Pesantubbee
University of Iowa

Dallas A. Blanchard
University of West Florida, Pensacola

Stuart A. Wright
Lamar University

Scott Lowe
University of Wisconsin,
Eau-Claire

Constance A. Jones
California Institute of Integral Studies, San Francisco

Richard Singelenberg
Utrecht, Olanda

Douglas E. Cowan
University of Missouri, Kansas City

Solveiga Krumina-Konkova
Latvijas Universitàte

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