Dopo il Convegno, “avanti tutta!”

Pubblicato su «Comunità Ambrosiana»
Marco Invernizzi 5 anni fa
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Infine i Convegno “omofobo” ha avuto luogo e, grazie anche alla straordinaria campagna di diffamazione di Repubblica e Corriere, ha visto uno straordinario successo di pubblico.
Come hanno potuto notare le oltre duemila persone che vi hanno preso parte non c’era nulla di omofobo nelle tante relazioni, ma l’oggetto degli interventi riguardava la famiglia naturale, la sua centralità politica nella vita di una comunità nazionale e la sua importanza decisiva per il futuro di un popolo.
Per questo va anzitutto ringraziata la Regione Lombardia, una delle più importanti istituzioni europee che ha avuto il coraggio di accogliere e fare propria la proposta di questo convegno, mettendosi in gioco con grande generosità e tenendo duro di fronte a tante pressioni volgari e violente da parte della stampa e delle istituzioni nazionali ed europee. Spero di non fare torto a nessuno se ringrazio nominativamente il Presidente Maroni, l’assessore alla cultura Cappellini e il capogruppo della Lega Romeo e i loro staff per la professionalità e l’entusiasmo con cui hanno fatto questo grande favore alle famiglie lombarde e direi italiane, vista la partecipazione nazionale al convegno.

Vanno poi ringraziate le singole associazioni che hanno proposto questo convegno alla Regione. Anzitutto Obiettivo-Chaire, l’associazione che nei giorni precedenti il convegno ha patito un’aggressione mediatica inaudita fondata sulla menzogna della “cura dei gay”, quando proprio in questa associazione ho imparato a mettere in pratica quanto insegna la Chiesa cattolica e cioè che gli omosessuali vanno accompagnati, aiutati, rispettati e amati come persone, indipendentemente dal loro orientamento sessuale e dall’eventuale disagio che potrebbero provare. Va poi ringraziata la Fondazione Tempi, che ha patito un’aggressione violenta e non solo mediatica nelle ore precedenti il convegno, per il servizio reso dal settimanale e dal suo direttore Amicone, che ha anche moderato il convegno. Vanno ringraziati i Nonni 2.0 per la loro saggia presenza: si sono appena costituiti ma sono giá presenti e attivi come giovani rampanti. Infine, devo ringraziare i militanti di Alleanza Cattolica, soprattutto i più giovani, attenti, equilibrati, disciplinati. Semplicemente bravissimi. Ma poi soprattutto bisogna ringraziare le migliaia di persone presenti, pazienti e ordinate, e fra loro le tantissime Sentinelle in Piedi. E, naturalmente, i relatori Massimo Introvigne, Costanza Miriano, Mario Adinolfi, padre Maurizio Botta, Marco Scicchitano.

Adesso che il convegno è alle spalle, dobbiamo cominciare a pensare al futuro. Scopo del convegno era quello di dimostrare che esiste una parte consistente di persone che non si rassegnano a vedere equiparata la famiglia fondata sul matrimonio fra uomo e donna a qualsiasi altra forma di convivenza, che siano le unioni civili omosessuali adesso o quelle poligamiche domani. Questo popolo ha risposto, o meglio ha risposto per l’ennesima volta, dopo tanti altri convegni e tante veglie delle Sentinelle in Piedi. La differenza, questa volta, era rappresentata dalla presenza della Regione. Adesso bisogna andare oltre, portare l’evento di sabato 17 gennaio ovunque possibile, nelle parrocchie e nei comuni, nei centri culturali e nelle case private, con gli oratori del convegno e con altri, che esistono e che vanno soltanto attivati.

Infine vanno ringraziati anche gli attivisti Lgbt per la propaganda gratuita che hanno dedicato al convegno. Anche a loro vorremmo poter dire che non abbiamo rancore nei loro confronti, nonostante l’odio che è stato scaraventato contro il convegno sulla base di autentiche menzogne. A loro, e in particolare agli omosessuali non militanti, vorremmo poter dire tutta la nostra amicizia, nel ricordo di un amico carissimo che ci ha lasciato troppo presto, Bruto Maria Bruti, un medico che ha dedicato molti anni della sua vita a riflettere su uno dei più grandi problemi della nostra epoca, aiutando le vittime della rivoluzione antropologica che sta rovinando tante vite umane a risollevarsi e a trovare l’equilibrio e la pace. Dal Cielo avrà certamente sorriso e sostenuto i nostri sforzi.

Marco Invernizzi

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 Marco Invernizzi

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Marco Invernizzi nasce a Milano nel 1952. Nel 1977 si laurea in filosofia all'Università Cattolica del Sacro Cuore con una tesi su Il periodico "Fede e Ragione" nell'ambito della storia del Movimento Cattolico italiano dal 1919 al 1929, relatore il professor Luigi Prosdocimi. Dopo gli studi universitari continua ad approfondire, in modo non puramente intellettualistico - dal 1972 milita in Alleanza Cattolica, della quale è stato responsabile per la Lombardia e per il Veneto fino al 2016-, le vicende del movimento cattolico in Italia. Ha pubblicato, fra l'altro, L'Unione Elettorale Cattolica Italiana. 1906-1919. Un modello di impegno politico unitario dei cattolici(Cristianità, Piacenza 1993); La Chiesa, la politica, il potere attraverso i secoli (contributo a Processi alla Chiesa. Mistificazione e apologia, a cura di Franco Cardini, Piemme, Casale Monferrato 1994); e, con altri, I Papi del nostro secolo, parte prima Da Leone XIII a Pio XII (Italica Libri/Editoriale del Drago, Milano 1991); e Guida introduttiva alla storia della Chiesa cattolica (Mimep-Docete, Pessano [Milano]). Collabora a Cristianità e ad altre riviste e quotidiani. Dal 1989 conduce a Radio Maria la trasmissione settimanale La voce del Magistero. Nella linea di quanto già edito si pone Il movimento cattolico in Italia dalla fondazione dell'Opera dei Congressi all'inizio della seconda guerra mondiale (1874-1939), un'opera di sintesi in cui viene ripercorsa la storia del movimento cattolico, con particolare attenzione alle sue espressioni politiche, dalla Breccia di Porta Pia alla vigilia del secondo conflitto mondiale. Dal 28 maggio 2016 è Reggente Generale di Alleanza Cattolica. Facebook - Instagram - Cathopedia